il blog di luigi sarto

Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prim'ancora che i corpi si vedano. Generalmente, essi avvengono quando arriviamo a un limite, quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente.

Gli incontri ci aspettano, ma la maggior parte delle volte evitiamo che si verifichino. Se siamo disperati, invece, se non abbiamo più nulla da perdere oppure siamo entusiasti della vita, allora l'ignoto si manifesta e il nostro universo cambia rotta. (Paulo Coelho da "11 Minuti")

mercoledì 31 dicembre 2014

Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa

sarebbe potuta andare meglio.
poteva andare molto meglio, in un modo diverso che forse continuava ancora oggi.
o magari andare avanti per un po'... fino a quando non so.

fatto sta che qui ed ora vuol dire lontano dagli occhi ma vicino al cuore.
ci sei tu.
e poi, piano piano, c'è il resto del mondo che ritorna. che si avvicina, di nuovo.
lo riconosco. ma ad ogni cosa e ad ogni persona devo ridare un nome, ora.

è come ritornare da un lungo viaggio.
è come ricominciare dopo aver messo troppe volte la parola fine.
è come ripartire dopo aver rinunciato.
è come riavere l'essere se testti dopo essersi persi.
è come se... sono di nuovo qui... ma è un tutto nuovo.

è la bellezza di potersi stupire, di nuovo.
e provare a vivere mille emozioni.
e ogni giorno avere meno paura.

gli amici, il tiramisù, la minicooper, i derivati, vincenzo, guccini, gramellini, teresa e le carte, la repubblica il venerdì mattina, il sole24ore ogni sabato, ritornare a casa, il maglione blu della sisley, il sorriso di sara, emanuele e simone, le lasagne di mamma e le parole di papà, suonare "ora che tu non ci sei", lo jagermeister, i fiori di bach, il prosciutto crudo di san daniele...

domenica 28 dicembre 2014



avrò una macchina veloce.
e ti verrò a trovare. scivolando dolce tra le curve che portano da te.
ci sarà freddo e neve e nebbia e poi sole e vento tiepido d'aprile. e il dolce che dovrà arrivare, la sera della primavera. questa volta ci troverà pronti. col perdono in mano, pronto come un biglietto al check-in dei cuori infranti.
i baci come tenero unguento e le note e la musica la mia e la tua suonerà nell'aria e nella macchina veloce.
ci saranno i nostri angeli a proteggerci e a benedirci dietro di noi. ci sarà nonno guido. e i nostri cuori ringrazieranno per loro. chiedendo scusa per quando non ci siamo stati.

e poi finalmente dire eccoci.
io sono questo
io sono questa
e l'odore dei tuoi capelli appena lavati è per me come eroina. e finalmente sceglieremo.
la verità e l'amore. non sarà facile, piccola. ma sarà come deve essere. se sarà destino allora non ci saranno abbastanza draghi per fermarci.

ho imparato a lottare.
ho imparato a ridere.
ho imparato a soffrire, ma per quello ero già bravo abbastanza. giuro. chiara su quello era una professionista. a farmi stare male e a inondarmi di sensi di colpa, spolverizzati su me come zucchero a velo.

non mi riconosceresti se mi vedessi adesso, lo giuro.
ho cambiato macchina.
ho cambiato casa.
ho tagliato i capelli.
ho tatuato il tuo nome sulla spalla destra.
ho ricominciato ad andare in terapia.
ho cambiato lavoro.
ho cambiato sorriso. quello di prima te lo eri presa tu.
sono ritornato a scuola per ricominciare a scrivere canzoni.

di quello che c'era c'è rimasto qualcosa. ma il più è cambiato.
sto cercando un modo di ritornare a vivere, uno qualsiasi.

l'amore per il momento non mi fa schifo.
non ce l'ho con l'amore. solo che mi fa cagare addosso. non puoi capire.
ho una paura tremenda e fottuta di essere ferito ancora, di ferire.

ti penso di continuo. e piango anche per te. come una 16enne. ogni sera. 10 minuti. è la mia preghiera quotidiana x te.
e poi piango dallo psicologo. 45 minuti circa ogni mercoledì. 150 euro. forse dovresti darmene almeno 75€.

ma poi penso che dallo psicologo non mi hai mandato tu.
il casino era dentro. tu l'hai portato fuori.
e poi penso come sarebbe se tu fossi rimasta. se tu fossi ancora da qualche parte qui nei dintorni.
ok. ora smetto. prendo i fiori di bach. e poi sto lavorando. echecazzo.

giovedì 18 dicembre 2014

che poi.

faremo l'amore come dio comanda.
e non ci sarà più fretta. perché l'avremo vinta sul tempo, almeno questa volta.
e verrò di corsa da te. ma nulla sarà una fatica.
perché sarà tutto naturale.
non ci sarà bisogno di spiegare. né di scuse o giustificazioni.
ci guarderemo negli occhi, e sarà come la prima volta.
e sapremo in un istante che ci apparteniamo da sempre.

sarò più bello e più maturo.
sarò il tuo bambino preferito.
sarò tuo figlio e tuo marito.
sarai tu. perché in fondo lo sei già. dal primo momento in cui ti ho vista.
sarai la mia canzone d'amore migliore, quella che mai scriverò. per non rovinare la sorpresa.
ti vedrò danzare, finalmente, vicino al tavolo nella tua casa.
e si asciugeranno tutte quelle lacrime che hai raccolto col mocio vileda quel giorno del 1 marzo 2014. così lontano e così presente nella mia memoria.

dell'ultima volta che ti ho vista.
che ti sogno ogni giorno di notte.
che ti tengo dentro e non te ne vuoi andare.
che sei un pezzettino che occupa tutto.
che sei il desiderio che vorrei si realizzasse.
vorrei che per un istante io perdessi il conto dei giorni che ci separano.

che lo so, che mi stai pensando anche tu.

giovedì 4 dicembre 2014


4/10 dicembre 2014

Gemelli

21 maggio-20 giugno

Abbiamo tutti dei punti ciechi nell’arte della collaborazione e dell’intimità. Abbiamo abitudini inconsce che interferiscono con la nostra capacità di dare e ricevere l’amore che vogliamo. Quali sono i tuoi punti ciechi e le tue abitudini inconsce, Gemelli? Ok, domanda trabocchetto: se tu li conoscessi non sarebbero punti ciechi e abitudini inconsce. Questa è la cattiva notizia. Quella buona è che nelle prossime sei settimane ti si aprirà uno spiraglio su questi blocchi e potrai cominciare a impedirgli di distorcere i tuoi rapporti con gli altri.

che tutto prima o poi si aggiusta.
trova un senso.
che il vero segreto è semplicemente restare, ascoltare. accogliere senza giudizio.
e poi la trasformazione, la rinascita, il miracolo del desiderio finalmente realizzato accade.
le cose non sono mai come si immaginava e la risposta era molto più vicina alla domanda di quanto si potesse credere. ripulire il cuore e poi è già tutta dentro, la verità. quella che mostrando mostra le nostre fragilità. quella che senza paura ci fa coraggiosi, che non teme i no. e allora poi arrivano i si.
perché c'è sempre un Narciso da guarire, da ascoltare, da accogliere e coccolare. ma è un Narciso da smascherare, ogni qual volta lo vedremo agire al posto nostro. e dire grazie comunque ma ora faccio io. perché al bisogno di mostrarsi bravi e apprezzati ci sarà il desiderio di amare... ed essere amati. per quello che siamo veramente...

sabato 22 novembre 2014

davanti agli occhi tuoi

davanti agli occhi tuoi

davanti agli occhi tuoi
mi sono ritrovato in un attimo
è bastato uno sguardo
e ho capito io chi sono

davanti agli occhi tuoi
mi sono visto da vicino
l'hai chiusi un solo attimo
ed ero perso come un bambino

davanti agli occhi tuoi
e dietro cosa c'è
c'è un'anima che si è persa
dentro di te
il coraggio di non amare
il coraggio di non cadere
il coraggio di non provare
per poi dire so già come va a finire

davanti agli occhi tuoi
la tua vita che scorre invano
poi mi hai guardato un solo istante
e ora ti tengo forte la mano

e tu vuoi scivolare via
tu vuoi andare via già
ma so che è solo una sfida
per ritrovarci un po' più in là

davanti agli occhi tuoi
e dietro cosa c'è
c'è un'anima che si è persa
dentro di te
il coraggio di non amare
il coraggio di non cadere
il coraggio di non provare
per poi dire so già come va a finire

mercoledì 12 novembre 2014

questo bisogno di respirare.
questi fantasmi che si sono voltati dall'altra parte.
non ne vogliono più sapere, di me, di te. di me che li tiro sempre in ballo anche per il mal di testa, oramai. e li tiro in mezzo come alibi per dire che se ci sono loro, bhè non sono ancora pronto.

questa voglia di aria.
di andare da qualche parte e smettere di dire che si sta male.
e semplicemente ricominciare a respirare. guardare l'alba che arriva. e dire io non ho più paura.
ma il fatto che poi anche alla paura ti affezioni. inizi a volerle bene. la tieni lì e quando non hai voglia o non hai coraggio c'è lei che parla per te.

questo bisogno di andare via.
imparando semplicemente a restare. perché se ci sei, qualsiasi cosa tu stia facendo, bhé forse è il caso di starci del tutto. completamente. senza scappare da se. e poi ribaltare completamente la prospettiva. per decidere una volta per tutte da che parte stare. con se stessi. e con le persone a cui dobbiamo in qualche modo dare una risposta, dare una collocazione nella nostra testa nel nostro cuore o a metà strada.

questo bisogno di scrivere.
per dire comunque sia io sto tornando. in qualche modo ci sono. in un modo che non è quello che dovrebbe essere. ma ad ogni modo ci sono, dai, con tutto me stesso. col cuore rotto e di nuovo pronto. con questi occhi stanchi e ancora desiderosi di essere stupidi dal buono che arriva. di tuffarsi in due occhi nuovi che mi riportino in vita, che mi ridiano la via per tornare a casa...

questo bisogno di dire che mi manchi.
ma questo oramai non si può dire più. perché di tempo ne è passato.
e tu, oramai, mi avrai dimenticato.

o no?

giovedì 6 novembre 2014

mettete al centro i vostri bisogni evolutivi ed emanerete di nuovo una forte energia d’attrazione.

così dice l'oroscopo.
il costellatore - ieri sera - ha detto semplicemente che le cose vanno come devono andare.
non c'è verso. e se guardi bene non c'è giudizio, quindi non c'è errore.
i due hanno agito come potevano. in quel momento.

e se poi le strade si sono separate e ci hanno allontanato, ci hanno divisi, ci hanno strappati a qualcosa che sostanzialmente non c'era... bhé.. sono passati 8 mesi. 8 mesi di attesa e di nulla. di male al petto e di fiato corto. per arrivare comunque alla estrema e divina considerazione di lasciarti andare.

a questo punto non rimane che salutarci.
che dirti addio in me. che tanto oramai non farà nemmeno più male questo dirci addio.
non si sente più niente, da qui. non rimane più niente, oramai.

o quantomeno c'è la volontà di lasciarti in pace. lasciando poi andare tutto. una cicatrice in più. una bocca baciata in più. un graffio sul cuore e le tue unghie su di me in più. un abbraccio slacciato in fretta, il tuo, il nostro, in più. un viso a cui ora milioni di donne assomiglieranno, in più. un mondo che si spegne e ritorna alla galassia da cui era arrivato in nome di una qualche forza di attrazione, in più. un po' di paura di innamorarsi di nuovo in più. la voglia di esserci di più, al prossimo appuntamento. in più.

resta dentro una domanda ma non so a chi farla.
tanto mi terrò un silenzio, in più.
e so che ti ho avrò comunque amata. in più.

mercoledì 5 novembre 2014

che oramai i fantasmi fanno parte del quotidiano.
non abitano più gli armadi. o sotto il letto.

ma tranquilli sul divano in pelle bianca guardano sky.
mentre uno prepara il caffé e l'altro fuma le mie marlboro gold.
che oramai nemmeno ci provo più a cacciarli via.
se ne andranno un giorno o l'altro. quando imparerò a ridere di loro.
quando smetterò di avere timore reverenziale di loro.
pensando che qualcosa gli sia dovuto. e provare a dare loro ciò che chiedono ai miei giorni passati.

che arriveranno giorni diversi. giorni migliori.
quelli in cui un'amica lontana ti chiama e tu gli dici sai ci sono delle novità che devo raccontarti.
e le novità ci sono per davvero, a questo giro.
non solo nella tua mente. non sono solo desideri del tuo cuore.

è la vita che svolta
è la vita che vive
è il cuore che batte, e non fa più male
è l'amore che arriva e non farà mai più paura

lunedì 27 ottobre 2014

l'amore non basta



è tardi mentre ti scrivo queste poche parole. non posso non pensare a te, a noi, e a quello che rappresenti per me.
io ti amo molto e credo, nonostante non ti biasimi, che tu stia commettendo un piccolo errore. comunque non è mia intenzione convincerti. già troppe volte l'ho fatto.
non penso sia giusto perdersi. non con l'amore che ci unisce.

però a decidere ora sei tu e quello che penso io conta veramente poco.
e allora bene. cioè male.
mi spaventa pensare a come potrò andare avanti.
tanto per dirne una questa sera come riuscirò a dormire?

passerà, dicono.
e poi finché io ti amo tu sei ancora mia. e io sono ancora tuo.

mercoledì 22 ottobre 2014

così ho ricominciato a sognarti, di notte.
e di conseguenza mi tocca ricominciare a scrivere di te, di giorno.
perché i fantasmi si nascondono negli armadi, ma te li porti dietro sempre e comunque. anche se cambi casa. anche se vai all'ikea e compri armadi nuovi. non c'è verso.

se ne vanno solo quando capiscono che per loro c'è ancora posto ma non più attenzioni.
quando non gli dedichi più il tempo, gli dici si si lascia lì che poi guardo scusa adesso sono un po' indaffarato magari ci sentiamo un'altra volta... allora quelli capiscono che non c'è trippa e piano piano se ne vanno ad abitare qualche altro armadio.

ma fin tanto che io ti sogno e al risveglio sto così una chiavica, che per riprendermi ci vogliono ansiolitici e tranquillanti e valeriana e fiori di bach e pure non basta. allora quelli vengono e si appoggiano sul cuore di notte. e io mi sveglio di botto e in affanno come se riemergessi dalla testa sott'acqua dei miei ricordi.

annalisa io lo so che prima o poi te ne andrai dal mio cuore, dalla mia vita, un giorno anche dai miei pensieri e forse - ma questo tenderei ad escluderlo. so che prima o poi si insidierà di diritto un'altra donna, una donna che sceglierà di restare. e sediovorrà arriverà anche Bea. questo lo sento dentro, di quelle cose di cui sei certo anche a distanza di tempo, anche se all'orizzonte non si capisce bene ancora cosa sarà... ma so che sarà così.

sto cercando di fare pace nel mio cuore.
di portare silenzio.
perché solo laddove c'è silenzio ci può essere ascolto.
solo dove c'è ascolto c'è presenza.
solo dove c'è presenza c'è amor proprio.
solo lì nascono i miracoli.

alla fine non rinnego davvero nulla. è stato tutto bellissimo così, quest'amore che ha fatto molto male.
ma è tutto perfetto. è tutto perfetto...

lunedì 15 settembre 2014

la notte ormai offre sempre più incubi e sempre meno sogni.
mi giro dall'altra parte. scollino addirittura.
provo a dormire dal tuo lato.

così da mischiare le carte, che pure appaiono belle.

continuo a mettere in ordine i desideri. ma assottiglio la lista di quelli possibili.
separo i desideri da perseguire dalle pure illusioni.

la tentazione è dappertutto, quella di mollare.

mio padre dice che comunque sia ne vale sempre la pena, ben peggiore è il rammarico di non averci provato.

intanto io aspetto il giorno in cui l'amore mi farà un po' meno paura...

mercoledì 3 settembre 2014

la tua mancanza

sembra che d'un tratto poi il tempo abbia accelerato, di scatto. senza preavviso.
io non avevo la cintura allacciata. come sempre, dirai tu. mi piace provare il brivido nel rischio dei piccoli rischi.
per tanto tempo in questi mesi il tempo è andato lento, ma è scivolato inesorabile, inesorabilmente uguale a se stesso. regalando attese che non hanno regalato sorprese.

la tua mancanza ha fatto male, a tratti anche fisicamente. un male di mancanza, un male di assenza, un male di troppa appartenenza e poi di distacco duro e prematuro. ha fatto male da piangere e poi un male sordo e costante che si tiene in sottofondo. che lo puoi sentire anche quando sei distratto, basta smettere di pensare a quello che stai pensando.

la tua mancanza in alcuni momenti si allontanava, ma il mondo ci pensava quasi subito a mettermi sul cammino delle tracce di noi. tutto o quasi mi riconduceva a ciò che ti avevo raccontato di me o tu mi avevi raccontato di te. a progetti-promesse-cose-da-fare-film-da-vedere-posti-già-visti-da-soli-da-vedere-insieme. ai nomi dei figli che stavamo scegliendo.... come se fossero già in viaggio verso di noi. staranno girando per il mondo ora in attesa che ci decidiamo a tornare, come quegli aerei che per imprevisti problemi di sicurezza a terra non possono atterrare e restano in volo in circolo sull'aeroporto di destinazione per un tempo imprecisato.

per non sentire la tua mancanza allora scrivevo. ho scritto delle cose molto belle, molto forti. alcune però non posso rileggerle, aumenterebbero la mancanza. e allora scrivo altro.

manchi ancora tanto. aspetto che i giorni ti allontanino del tutto. o ti riportino indietro....

"Ma un giro in macchina di notte
Un viaggio in moto andando forte
In un posto che sa ancora di te

E urlare al vento lei dov’è?"

domenica 17 agosto 2014

La mia rinuncia ai sogni

Qualcuno qui mi dice che scrivo troppo d'amore
strenua difesa dire è quello che so fare
scrivere di ciò che manca e vorrei avere
oppure potrei io cominciare ad amare

Allora dirò altro raccoglierò il pretesto
 da domani comincerò ad andare a letto presto
Ho firmato stamattina la mia rinuncia ai sogni
barattato quelli già usati al banco dei pegni

Rit.
Ho un recesso anticipato e un diritto non esercitato
di accendere il condizionatore e sentirmi respirare
stupidi programmi televisivi e squallidi giornali
per ricominciare vorrei qui mio padre e mia madre

Raccontargli di come va, come va davvero
senza le omissioni delle nostre telefonate
chiedere com'è che avevano pensato la mia strada
raccontargli poi perché sono qui e come dovrebbe andare

i miei sogni mi tengono in vita e mi hanno quasi distrutto
non valgono niente però sono tutto ciò che ho

Domani sceglierò per me una nuova meta
metto un punto e ricomincio a nuova vita
disegnare lungo la strada una nuova rotta
sarà la volta giusta come ritornare a casa

Senza incomprensioni e senza troppi errori
sembra tutto giusto se non si è troppo severi
lasciar andare qui sembra l'unico segreto
il non attaccamento è la legge dell'amore
i miei sogni mi tengono in vita e mi hanno quasi distrutto
non valgono niente però sono tutto ciò che ho

Rit.
Ho un recesso anticipato e un diritto non esercitato
di accendere il condizionatore e sentirmi respirare
stupidi programmi televisivi e squallidi giornali
per ricominciare vorrei qui mio padre e mia madre

Le nostre direzioni ci allontanano ormai
ciò in cui credevamo non parla più
il volume di ciò che senti è così basso
puoi sentirlo adesso o siamo già all'abisso?
Le nostre direzioni ci allontanano ormai
penso a noi che non siamo più noi
il volume di ciò che senti è così basso

puoi sentirlo ancora... o siamo già all'abisso?

venerdì 15 agosto 2014

Dove te ne vai

Dove te ne vai

Dove te ne vai
In questo giorno di festa
città vuota e senza sole
tu bella che fai quasi male

Dove te ne vai
A cercare la tua vita perduta
In qualche strada di periferia
In qualche locale che ti porterà via

Dove te ne vai
Il tuo vestito nero
Come un aquilone
Il vento lo tormenta
Dove te ne vai

Hai confuso spesso
Il sesso con l’amore
O era solo il bisogno
Di sentirti migliore
Io ho scambiato spesso
Le rose con le spine
I tuoi pensieri li sento da qui

Dove te ne vai
a implorare amore a chi amore non da
i tuoi abbracci ritornano al mittente
come naufraghi restituiti al mare

Hai confuso spesso
Il sesso con l’amore
O era solo il bisogno
Di sentirti migliore
Io ho scambiato spesso
Le rose con le spine
I tuoi pensieri li sento da qui

Noi che non conosciamo le mezze misure
Noi che non siamo mai dalla parte della ragione
Noi che bisogna correre dei rischi
E poi bisogna fidarsi e lasciar andare
quando un giorno tornerai
per vedere cosa rimane e cosa si è perso...

lunedì 11 agosto 2014

Dentro

Dentro

Sei stata solo una irrimediabile follia
una cometa che non lascia scia
il modo migliore di ricominciare
vivere di nuovo e poi precipitare

Sei stata solo un modo di tornare
ad amare e prendermi cura di me
una cura miracolosa che fa guarire davvero
come controindicazione che non puoi più farne a meno

Chissà tu ora quale isola sei
se somigli un po' ai dubbi miei
io ho nascosto bene i miei ti vorrei
ma per tornare a casa torno a casa tua

Rit.
Siamo la stessa cosa
materia così preziosa
ma non illuderti perché 
non c'è nessun altro come me
Siamo la stessa cosa
un giorno tornerai
ma non importa il tempo
ti sento che ci sei

sei dentro me
qui... dentro me...
ti sento... dentro...me

A volte però il tempo fa paura
l'ansia sale quando si fa sera
nemmeno un tuo messaggio a dirmi che stai bene
e non capisco perché ci è proibito stare insieme 

Chissà tu ora quale nuvola sei

ho mischiato paradiso e inferno io
ho paura ora a dirti che ti vorrei
ma per tornare a casa torno a casa tua

Rit.
Siamo la stessa cosa
materia così preziosa
ma non illuderti perché 
non c'è nessun altro come me
Siamo la stessa cosa
un giorno tornerai
ma non importa il tempo
ti sento che ci sei

sei dentro me
qui... dentro me...
ti sento... dentro...me

venerdì 1 agosto 2014

cosa manca e cosa no, in questa mattina di primo agosto e promessa d'estate quasi mancata.
cosa ci vorrebbe per ripartire, per sentirsi di nuovo vivo. avere quella forza che serve a rialzarsi, scrollarsi la polvere di dosso, avere il coraggio di andare.
il fatto è che i sogni fanno male quando passa il tempo e non diventano realtà, e l'attesa diventa angoscia se passa troppo tempo e non succede niente.

ma non credo che smettere di sperare e di aspettare sia la strada giusta: ho basato molta parte della mia esistenza sugli assiomi di questi tre valori speranza, passione, fiducia. e molto è successo in nome di questi 3 assiomi portati avanti quando tutto andava contro. la speranza di credere in sogni irrealizzabili ha fatto accadere miracoli, conoscere persone straordinarie, lasciarle entrare nella mia vita e entrare nel loro cuore.
la passione, trasferita in musica, ha fatto nascere canzoni molto belle, molto vere, molto potenti. la fiducia, quella del dire al gelso sradicati e va verso il mare... e il gelso ubbidirebbe... se la fiducia fosse tale da saper aspettare...

sabato 19 luglio 2014

Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio. (Matteo 13,24-30)

forse il segreto è vedere la bellezza che è in noi, quella che ci rende unici.
quella che ci fa simili agli angeli, caduti sulla terra, con una sola ala e ferita.
inseguendo sempre il bisogno d'amore, cercando di riempire quel vuoto che ci porta via da noi...

forse la verità è questa, trovare quella bellezza preziosa in noi.
i nostri punti di luce. rendere grazie e custodirli. e imparare a farli brillare sempre di più, dargli luce, valorizzarli... portarli per il mondo con vanto.

il bene e la generosità... gettare 1000 semi nel campo arido, sapendo che almeno uno di loro attecchirà e darà fiore e sarà frutto... non sporcarsi le mani con la zizzania, non lasciarsi intaccare dalle zone d'ombra altrui... ma custodire il grano, la luce, il proprio cuore...

perché Dio conterà ad uno ad uno i nostri punti di luce. e non le nostre zone d'ombra.
e perché il bene fatto e donato ripagherà del male fatto. ma il male che viene dopo in nessun modo potrà cancellare il bene di prima...

venerdì 18 luglio 2014

mi dispiace, ti prego perdonami. grazie. ti amo...

quel leggero senso di insoddisfazione che alle 08.12 morde il cuore.
ma un morso leggero, che non attanaglia l'anima. al quale ci si potrebbe anche abituare, lasciandosi andare.
e morire, ogni giorno un po'.

è stata rabbia e poi dolore per anni.
è stata arresa e sconfitta dopo.
e poi lenta ricostruzione, ma fatta a volte a tentativi.
altre con un progetto più definito.

ritrovarsi ora qui, scappando dal qui ed ora, in cerca di qualcosa di vero.
aver voglia di carezze all'anima e rispetto di se stessi. dei sogni che sono lì nel vento in attesa di realizzarsi.
capire cosa manca, oggi. e forse mancherà per sempre. barattare sogni con altri sogni.

ho garantito a me stesso di esserci sempre. quantomeno provarci.
e so già che non sarà facile. perché sempre è più semplice seguire le mille cose che ci portano via.

io non lo so come sarà.
ma lo so che cambierà.
che se guardo fuori è già cambiata.

e se guardo dentro in me sono già l'uomo meraviglioso che avrei voluto essere.
lontano dai "poi vediamo" dai silenzi lunghi mesi che non portano quasi a niente lontano dal potevi fare meglio lontano dal bisogno di andare lontano lontano da ogni giudizio affrettato lontano dal rancore non sciolto dal perdono lontano dalla paura di abbracciare e di amare di nuovo lontano dal rischio di mettersi in gioco lontano da tutto ciò che richiede completa dedizione e amore disinteressato.

e la forza di dire a bassa voce mi dispiace, ti prego perdonami. grazie. ti amo...

sabato 12 luglio 2014

qualcosa che rimane

cosa resta dell'amore quando l'amore va via?

dopo che ho perduto chiara ho imparato 2 cose: ad amare forte, senza riserve quando è il momento. dare tutto, non come chi ha perso. ma come chi non ha niente da perdere. come chi sa che solo ciò che non dona ha perduto. e che va in pezzi solo il cuore che non si dona.
l'altra cosa è essere pronto al fatto che chi amiamo può andar via... e che dopo si sta male. ma se si resta nell'amore tutto trova un senso.

allora cosa resta dell'amore quando l'amore va via?

un cuore in frantumi. progetti a metà. nome di figli che non verranno.
un tutto da rifare con l'altra donna che verrà. quando arriverà. se dio vorrà.
tutto di nuovo, ma con piccoli aggiustamenti dettati dall'esperienza appena vissuta.
con piccole modifiche perché tutto muta.

allora cosa resta dell'amore?

a volte, molto più dell'amore dato, più dell'amore stesso.
resta una forma d'amore staccata da ogni appartenenza, da ogni attaccamento.
un amore più puro, forse simile solo a quello che mia madre ha provato per me quando sono andato via da casa a 18 anni.

un amore che libera e rende liberi. che esiste anche nella mancanza. come a dire io ti ho amato e se vai via mi dispiace solo che non sono riuscito a darti tutto ciò che sono... che la vita a volte va così. e che fa male. ma non c'è rassegnazione.

io so che per me l'amore arriverà non appena smetterò di inseguirlo. piuttosto dovrò imparare ad arrendermi all'amore nella sua totalità.

se riuscissimo a vedere per come realmente siamo, belli così.
se fossimo in grado di guardarci con occhi bambini, occhi nuovi, occhi vergini. allora capiremmo.
capiremmo che non abbiamo bisogno di riconoscenza per l'amore dato. perché sapremmo riconoscerci.
per quei valori che ci sono stati dati dalla nostra famiglia, che tanto costano. ma valgono ancora di più.
perché ci stanno rendendo unici.

se davvero riuscissimo guardandoci allo specchio a dire "ti voglio bene". e sciogliere ogni pre-giudizio.
se fossimo lì allora ci sarebbe amore vero, amore puro. ma amore duro, anche. quello che non chiede. ma nel caso pretende.
quello che non bussa ma butta giù le porta.
quello che però sa aspettare. e nel frattempo basta a se stesso. quello che nell'attesa di essere amato, ama.


dedicato alla ragazza del lago, anche se vincenzo il capoturno non sarà d'accordo.


venerdì 11 luglio 2014

Inconsistente

Sento che la mia vita sta per cambiare
che la linea del destino si sta per trasformare
e tu non ci sei... non sei qui con me
andata via a cercarti altrove

Sento che tutto qui può cambiare
mi volto un attimo e puoi ritornare
ma non ci sei non sei qui con me
così inconsistente sei ma come dio
nei pensieri miei...

Inconsistente sei
come l'aria
e se resto senza di te
come farei
Inconsistente sei
tu... così inconsistente
resti per sempre
pensiero fisso nella mente
cuore che non sente ragioni

Dietro la svolta del cuore ora ci sei
nelle cose che vedrò arrivare ora ci sei
nei miei giochi di bambino che tornano
negli occhi di mia madre che raccontano
nei ricordi miei...

Inconsistente sei
come l'aria
e se resto senza di te
cosa farei
Inconsistente sei
tu... così inconsistente
resti per sempre
pensiero fisso nella mente
cuore che non sente ragioni

So che tornerai
perché dopo di me
non c'è nessuna mai
un altro mondo siamo noi
So che tornerai
perché il tempo non scorre
e il perdono è
l'amore più sincero

domenica 6 luglio 2014

la sposa fantasma

Mentre te ne vai scalza
per le vie della tua città
che ti ha visto crescere
perderti e poi tornare

nel tuo abito bianco
di chi sta per ricominciare
la sposa fantasma che bella sei
più bella di ogni mia fantasia

e non sarai più sola 
ora che hai di nuovo te

Rit.
chi dona amore riceve amore
sarà il primo bacio quello sull'altare
sarà la prima volta che non vorrai essere altrove
e tra le braccia il figlio che avresti voluto avere

Ci sarà felicità anche per te
anche se quel giorno sull'altare
non ci sarò io di fianco a te
ma sei dentro me dentro me

Come un racconto che farai domani
vivrai tutto e forse di più
quel dolore che sembrava così forte
non avrà nome ma avrà una ragione

sei una botta al cuore
una ferita che non potrà guarire
sangue che scorre per ritornare
una strada che non ha alcuna direzione

Rit.
chi dona amore riceve amore
sarà il primo bacio quello sull'altare
sarà la prima volta che non vorrai essere altrove
e tra le braccia il figlio che avresti voluto avere

lunedì 23 giugno 2014

Per quando tornerai

Do colore alle pareti di questa casa
un divano nuovo pronto al decollo
che non ci siano più muri o distanze
che sia danza poi ogni tuo passo

Resto al balcone fino a che fa buio
fino a che anche l'ultimo tram gira l'angolo
sto seduto come mio padre in quella foto
in cui ha visto figli partire e tornare cambiati

Rit.
Per quando tornerai
benedico il pane e la strada
mi perdo per vedere se mi trovi
maledico il tempo che non passa
Chi mi parla e non capisce
chi pretende e non ascolta
chi confonde l'amore col possesso
e la voglia di te col bisogno del sesso

Nei cassetti restano progetti a metà
i tuoi discorsi li ho finiti io improvvisando
e ho riposto i post-it di cose da fare
perché ciò che deve arrivare è già qua

Rit.
Per quando tornerai
benedico il pane e la strada
mi perdo per vedere se mi trovi
maledico il tempo che non passa
Chi mi parla e non capisce
chi pretende e non ascolta
chi confonde l'amore col possesso
e la voglia di te col bisogno del sesso

Per quando tornerai
per quando forse mi troverai
sarà cambiato per diventare migliore
sarò lontano per ritornare

sabato 14 giugno 2014

bar giotto

al fratello Sergio

Dentro questo bar
davanti ad un caffé
finisce la storia
tra me e te

Dentro questo tempo
che ci porterà via da noi
davanti a nostro figlio
assaporiamo la parola addio

Mentre qui fuori il mondo va avanti
e qui dentro un mondo si schianta
lui che guarda e vorrebbe capire
mentre una storia va a morire

Rit.
E l'uomo che sarà domani
sarà migliore della somma delle parti
un esempio bellissimo
il riscatto di un amore non colto del tutto
E l'uomo che sarai domani
conoscerà l'arresa e il perdono
padre di tuo padre
amico di tua madre
sarai un uomo nuovo

Dentro questo bar
davanti ad un caffé
non resta molto da dire
tra me e te

Mentre lì fuori il mondo finisce
ogni notte dopo l'ultimo tram
e dentro i ricordi un mondo si schianta
ma dietro la curva è già l'alba... ricomincerà

Rit.
E l'uomo che sarà domani
sarà migliore della somma delle parti
un esempio bellissimo
il riscatto di un amore non colto del tutto
E l'uomo che sarai domani
conoscerà l'arresa e il perdono
padre di tuo padre
amico di tua madre
sarai un uomo nuovo

martedì 27 maggio 2014

Lo stupore che ho di te

Lo stupore che ho di te

C’è odore di buono qui
Di zagare in fiore e di grano per dire
Di una vita che sta per ripartire
E che per poco era quasi finita

C’è una luce nuova la fuori sai
E occhi buoni coi quali guardare
Occhi belli e da poco guariti
Come noi due che ci siamo ritrovati

Ritornello
Ora lasciami cantare di te
Contare i momenti che vivremo insieme
Perché l’amore è condividere
per noi vuol dire vivere davvero
Ora lasciami guardare te
Come nessuno ti ha mai guardato
Con lo stupore di una madre e il tuo primo vagito
Come chi torna da te e non è mai partito

Che donna meravigliosa sei
Anche dio ti perdona ma non tu
Eppure sai che hai pagato abbastanza
Eppure sai che io e il mondo siamo qui
fuori dalla tua stanza

Ritornello
Ora lasciami cantare di te
Contare i momenti che vivremo insieme
Perché l’amore è condividere
per noi vuol dire vivere davvero
Ora lasciami guardare te
Come nessuno ti ha mai guardato
Con lo stupore di una madre e il tuo primo vagito
Come chi torna da te e non è mai partito

Oggi è un buon giorno per ricominciare
Ora che le stelle stanno a guardare
E disegnano per te un nuovo destino
Come il piccolo principe io nel giardino
Cosa importa di mille stupidi fiori
La tua bellezza non ha rivali
Cosa importa se siamo lontani
Posso sentirti qui dentro di me

lunedì 26 maggio 2014

26 maggio 2014. buon compleanno a me...

Non incolpare nessuno,
non lamentarti mai di nessuno, di niente,
perché in fondo
Tu hai fatto quello che volevi nella vita.
Accetta la difficoltà di costruire te stesso
ed il valore di cominciare a correggerti.
Il trionfo del vero uomo
proviene delle ceneri del suo errore.
Non lamentarti mai della tua solitudine o della tua sorte,
affrontala con valore e accettala.
In un modo o in un altro
è il risultato delle tue azioni e la prova
che Tu sempre devi vincere.
Non amareggiarti del tuo fallimento
né attribuirlo agli altri.
Accettati adesso
o continuerai a giustificarti come un bimbo.
Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare
e che nessuno è così terribile per cedere.
Non dimenticare
che la causa del tuo presente è il tuo passato,
come la causa del tuo futuro sarà il tuo presente.
Apprendi dagli audaci,
dai forti
da chi non accetta compromessi,
da chi vivrà malgrado tutto
pensa meno ai tuoi problemi
e più al tuo lavoro.
I tuoi problemi, senza alimentarli, moriranno.
Impara a nascere dal dolore
e ad essere più grande, che è
il più grande degli ostacoli.
Guarda te stesso allo specchio
e sarai libero e forte
e finirai di essere una marionetta delle circostanze,
perché tu stesso sei il tuo destino.
Alzati e guarda il sole nelle mattine
e respira la luce dell'alba.
Tu sei la parte della forza della tua vita.
Adesso svegliati, combatti, cammina,
deciditi e trionferai nella vita;
Non pensare mai al destino,
perché il destino
è il pretesto dei falliti.

Pablo Neruda 

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-104560>

sabato 24 maggio 2014

Voglio raccontare l'amore

Voglio raccontare l'amore

Voglio raccontare l'amore di mia madre e di mio padre
provare a ripartire laddove le loro vite si sono incontrate
quando io non c'ero eppure dovevo arrivare
seduto in qualche stazione dell'universo ad aspettare

Con un biglietto in mano col mio nome sopra
a guardare le immagini di una vita da inventare
e ora voglio volere le cose che ho qui con me
desiderarle come se non le avessi ancora

Rit.
E ora che non ci sei tu sei dappertutto
ti sento forte nella mancanza che ho di te
E ora che non ci sei rifarei tutto
un mondo in costruzione fuggito via

Ho frenato in tempo appena prima dello schianto
e ho pregato forte e a mani giunte
che tutto ciò che era lì ed era vero
potesse durare ancora, ancora

Si dice che l'amore fa anche guarire
dalle ferite che l'amore di prima ha lasciato
e che bruciano ancora da morire
si forse un altro amore dall'amore mi guarirà

Rit.
E ora che non ci sei tu sei dappertutto
ti sento forte nella mancanza che ho di te
E ora che non ci sei rifarei tutto
un mondo in costruzione fuggito via

E ora che tocca a me
e ora che non c'è più nessun noi
nemmeno se vado indietro
nemmeno si ci parliamo ancora nei miei sogni
chissà cosa sogni oggi tu

Ora tu sei una bambina che piange
Rinchiusa nel guscio di un ricordo
Di un’infanzia appena sfiorata
Di ricordi cambiati dal tempo
Mentre qui le foto mentono
Dopo che tu sei andata vai

lunedì 19 maggio 2014

la fine di una relazione

mamma casa la tua famiglia. i posti dove sei cresciuto.
ed essere di nuovo il ragazzino con un sogno. nella tua cameretta a suonare di nuovo la chitarra solo con te stesso.
ed è lì che il dolore di un amore che finisce diventa qualcos'altro.
ti guardi indietro e sai che hai sentito la musica più dolce del mondo. che hai riconosciuto la tua ballerina e hai danzato, magari senza tanta grazia, ma hai danzato e ne sei fiero.
e ora che la musica è finita puoi solo tornare al tuo posto e ringraziare gli occhi di un'altra persona in cui ti sei incontrato. senza parole. che non c'è niente da dire se non essere grati perché essere stati insieme è un dono, stupiti che ciò che è stato sarà per sempre, in un altro tempo, nascosto, inviolabile e perfetto. dove tu sarai sempre il ragazzo venuto da lontano e lei un fiore di luna, il fiore più bello...

Pascalistan [Pasquale Caprino] testo di Matteo Curti

venerdì 16 maggio 2014

oh baby

E' stato solo un brutto sogno
ma io tremo ancora
e penso che nel bene e nel male
ciò che è passato era comunque amore

Sei arrivata nella mia vita tremando
e abbiamo ballato, si abbiamo ballato
forse senza troppa grazia
ma ho tenuto il passo al tuo fianco

Stupiti che ciò che è stato sarà per sempre
In un altro luogo e in un altro tempo
Perfetto e inviolabile
Dove il per sempre esiste davvero

Ho incontrato la mia ballerina e ho ballato
Senza troppa grazia ma con il cuore
E io per te ero il ragazzo venuto da lontano
A liberare la principessa nascosta dietro il muro

Sei arrivata come una giornata di sole
inaspettata di metà febbraio
e ho sentito l'estate di colpo
ed erano anni che era eterno autunno

Sei arrivata nella mia vita
sei stata il dono più prezioso
bene di volere bene
sete e potere finalmente bere

Ciò che è stato non è andato via
perché noi due lo custodiremo per sempre
non potrà essere di nessun altro
nemmeno di chi verrà dopo di te

Conservalo se puoi
per i giorni bui
per quando chi verrà dopo di me
non ti capirà e tu ripenserai

Sei arrivata nella mia vita tremando
e abbiamo ballato, si abbiamo ballato
forse senza troppa grazia
ma ho tenuto il passo al tuo fianco

Oh Dio ti ho visto ballare
e avere paura, si avevi paura baby
e così mi hai mandato via
a pensarti da lontano
ho ma io ti ho vista danzare
e forse lì da qualche parte
ora tu danzi ancora
si tu danzi ancora
Io sono grato per ciò che è stato
Meraviglioso dono dell’universo
Ora che la più grande meraviglia sei tu
Distante e cosi presente

Ti sento qui e dappertutto

giovedì 8 maggio 2014

mi sono girato dall'altra parte, solo perché non era più il momento di guardarti negli occhi.
questo periodo della mia vita si chiama attesa. ma ho smesso di aspettare.
per le volte in cui ti svegli e dici è tutto passato, è tutto passato.
per quelle volte in cui ti senti in uno stato di grazia e allora il divario tra ciò che pensi e ciò che accade è minimo e il lasso temporale è breve, il tempo della realizzazione di ciò che pensi e desideri.

mi sono girato dall'altra parte affinché questa parte della mia vita si chiami successo.
tu dormivi ancora, probabilmente, quando è accaduto.
mi sono girato per far sì che le cose che sono lì in attesa, non sentendosi più osservate dal mio buon cuore, possano finalmente accadere.

sono desideri appesi e pensieri sospesi pensati mille volte.
porto via il passato. ho cambiato le lenzuola comprando quelle con nuvole disegnate sopra.
quelle di prima le ho tagliate e benedette e buttate nel fuoco che brucia i ricordi.

mi sono girato dall'altra parte perché è nella distanza che capisci il peso delle cose, l'importanza di chi ti vuole. non posso venirti a cercare. mi perderei. tu sei un casino, e ci incasineremmo.
ciò di cui tu hai bisogno è fare chiarezza.

ciò che io faccio di mestiere è portare luce.
ma a volte è troppa. ti ho visto strofinarti gli occhi per la troppa meraviglia.
che presto anche tu rinascerai ad altra vita.

mi sono girato dall'altra parte.
ma questo è solo un fatto mio personale, una vicenda privata.
di poco conto.

giovedì 1 maggio 2014

chissà se tu sei ancora lì persa da qualche parte nel tuo bosco io qui tutto bene, certo fai ancora male ma tant'è

io ti penso ancora spesso, troppo ahimé di certo più di quanto vorrei o di quanto il caso richiederebbe dato che ti ho visto solo due volte

faccio sogni che la mattina mi tocca riavvolgere e archiviare dicendo che li guarderò poi con calma quando avrò maggior distacco sei diventata per me fonte di ispirazione continua se non fosse che con te ho sbagliato a fare l'amore ma già avremmo dovuto saperlo che siamo due angeli che col sesso fanno casino e sempre sarebbe stato così e sarà così fino a quando fino al giorno in cui non decideremo che il fare l'amore è solo un gioco, bellissimo e io e te ritorniamo bambini senza giudizio che dici puoi provarci anche tu a non giudicarti a non giudicarci per un attimo? io potrei tornare lo giuro non sono uno che porta rancore sono piuttosto bravo con l'arte del perdono sono anni che mi esercito camminando sopra un filo sospeso a mille metri di altitudine sulle mie inettitudini trasformandole sublimandole sono diventato io stesso qualche cosa d'altro e parlo di me senza troppo attaccamento dovresti credermi in fondo qualcosa di buono l'hai visto anche tu non puoi dire di no io non sono mai riuscito a dirti che la tua bellezza mi ha coinvolto e poi mi ha sconvolto cazzo cosa darei per poterti annusare, per poterti riabbracciare e non distinguo più le mie sane voglie o desideri dal bisogno di te io trovo solo che è così stupido stare qui divisi stare qui a desiderarti da lontano così tanto da far male il cuore e lo tengo aperto con tutte le mie forze, strenue ormai dopo una notte di lavoro perché no ho passato più di quattro anni col cuore segregato in cantina chiuso a non sentire perché aveva sentito troppo e poi doveva pagare moltiplicato per 4 ogni singola emozione che aveva provato io non conosco più la via per arrivare a te potrei scriverti parole ma lo giuro ho paura anche uno come me in questo caso prova paura e allora resto fermo perché non so qual è la giusta azione da compiere certo il cuore vorrebbe e a tratti qualche spinta ce l'ha di scriverti di chiederti "come stai?" ma resto fermo a pensarti da qui, ad amarti da lontano punto

lunedì 28 aprile 2014

i 3 giorni che hanno sconvolto la mia vita...

resti tra di noi.
ma devo ricorrere nuovamente a una cura di litio.. l'ultima volta è durata 60 giorni, però è servita. a tirarmi fuori dal cazzo di buco in cui mi ero infilato, o semplicemente vi ero caduto, tendendo agguati a me stesso solo per vedere quanto ero bravo. quanto ero in grado di sapermela cavare... sono stati mesi difficili, me li ricordo quelli tra settembre e novembre... poi a dicembre la bronchite mi ha inchiodato 25 giorni a casa... è stata una piccola morte. è stato come morire piano piano e rinascere ancora zoppicante, farneticante, febbricitante e con tanta voglia di luce, di vedere cosa c'era lì fuori.

lì ricordo adesso i giorni della malattia.
sono stati così difficili da sopportare che li avevo messi via.
giorni in cui andare dalla cucina, dal divano alla camera mi procurava fatica.
giorni in cui riuscire ad uscire e andare al supermercato, passare in farmacia, riuscire ad allungarmi dal dottore per allungare a sua volta il certificato di malattia era un'impresa... una cosa da non essere sicuro di riuscire a tornare a casa.

giorni che non passavano.
giorni in cui speravo di svegliarmi e di avere di nuovo fiato...

poi non so come il tempo ha accelerato.
fino a quando sei arrivata tu.
mi sei sembrata subito un approdo, nonostante le tue ombre di cui mi scrivevi. e che poi mi hai detto che non era così. va bene. lasciamo perdere.
comunque sia per me hai rappresentato porto e partenza. arrivo e un nuovo viaggio chiamato condividere e forse convivere in due. ma sei sparita così presto. senza nemmeno poter far si che io potessi vedere tutto il bello che sei.

non ho fatto domande.
ti ho lasciata andare.
non ti ho trattenuta, ci ho provato ma senza convinzione.
"se sei davvero convinto di una cosa allora lasciala andare. se è vera tornerà. altrimenti è solo attaccamento".

ad oggi non sei tornata.
e il male fa ancora male. ma non importa.
sono nell'Amore incondizionato e totale.
e ti posso amare anche da qui.

solo che mi chiedo come questo amore non riesca a riportarti qui da me.
come ciò che è successo possa dividerci.
nulla sarebbe stato facile. nulla sarebbe stato senza un prezzo da pagare.

però io mi chiedo che senso ha l'essersi incontrati per poi questo silenzio, questa distanza, questo dal nulla finire senza spiegazione. perché le mie preghiere restano inascoltate....
tutto questo mi ha tormentato per 3 giorni. quasi fino alla pazzia.

poi, non so come, sono ritornato all'amore incondizionato.
la dove il fiume scorre e i pensieri scivolano lungo la pelle e mi abbandonano.

laddove si disegna un nuovo abbandono al flusso di ciò che di buono verrà.

quanto vorrei solo sentirti dire che stai bene...

giovedì 24 aprile 2014

senza titolo

Averti qui e non poterti toccare
Sei andata via ieri notte verso le tre
Che grande che è questo tuo letto
Che caldo fa tremo e non ho freddo
Tu dormi già come un sasso hai detto
E fuori piove e io devo andare a lavoro
E sabato tesoro e tu sei di cattivo umore
Per colazione ti offrirò un po’ di me
Quanti abbracci lo vedi che non sono pronto
A lasciarti andare a lasciarti andare

Chissà perché sei così
Chi ti ha rubato il cuore
Forse sono stati gli slavi al mercato
A rubare la voglia che avevi di amare
Che forse conservavi tra il portafogli e le chiavi

Dimmi cosa nei hai fatto delle mie parole
Delle promesse che non mi ha fatto
Se hai ancora così tanta paura
Così tanta da restare lì in silenzio
Mentre io qui ti giuro sto bene
Ma stasera non riesco più ad aspettare
A restare senza vederti senza poterti ascoltare
Dov’è la tua voce e dove sono le tue mani

Chissà perché sei così
Chi ti ha rubato il cuore
Forse sono stati gli slavi al mercato
A rubare la voglia che avevi di amare
Che forse conservavi tra il portafogli e le chiavi

Stasera Annalisa manchi più del solito
Manchi come prima che arrivassi
Manchi come se la distanza fosse enorme
Ed io non riesco più a trattenere questa voglia
Che ho di te che mi hai lasciato addosso
E non ho altre soluzioni adesso
Che scriverti un’ennesima stupida canzone
Che forse tu non leggerai mai

Chissà perché sei così
Chi ti ha rubato il cuore
Forse sono stati gli slavi al mercato
A rubare la voglia che avevi di amare
Che forse conservavi tra il portafogli e le chiavi

e ti penso forte e mi resti dentro
e tardi ad uscire dal cuore e dalla mente
e ti penso forte e vorrei rivederti

martedì 22 aprile 2014

come harold e maude

Di suicidi inscenati con rara abilità
solo per vedere la reazione che si ha
e di corse con carri funebri e pazzie
fatte per amar la vita ancora

E girare a vuoto e provarci ancora
a fallire ogni tentativo di riuscire
con la curiosità di vedere poi
se resti ancora e come va a finire

Perché un incontro ti cambia la vita
perché un incontro ti riporta in vita

Come Harold e Maude
come un amore che cantare non so
come un amore che ancora non ho
eppure lo sento già
Come Harold e Maude
come un film a tarda sera alla tv
come una promessa fatta tempo fa
perché lei tornerà e sarai tu

E far l'amore con te e pensare
che la materia di cui siamo fatti
era qui 10 miliardi di anni fa
e oggi ci siamo io e te

A osservare tramonti dietro una discarica
e sfidare il destino e ogni legge fisica
di pensarsi forte e parlarsi a distanza
e sentire da lontano ogni tua presenza

Perché un incontro ti cambia la vita
perché il nostro incontro mi ha salvato la vita

Come Harold e Maude
come un amore che cantare non so
come un amore che ancora non ho
eppure lo sento già
Come Harold e Maude
come un film a tarda sera alla tv
come una promessa fatta tempo fa
perché lei tornerà e sarai tu

domenica 13 aprile 2014

a una donna...

"Metti in dubbio i luoghi comuni tra cui sei cresciuta. Si viene al mondo per evolvere. E si evolve solo se si riesce a distillare da se stessi una qualche dose di incoscienza. Non dare retta a chi ti tesse l’elogio delle vite pianeggianti. Le salite sono trampolini. E tu non sei una prigioniera, ma un’esploratrice. Se lascerai questa vita con la stessa conoscenza di te che avevi quando l’hai incominciata, ti sarà stata inutile. E ti sarò stato inutile anch’io. " 

 io da qualche parte ti sto aspettando.

giovedì 10 aprile 2014

Splendessero lanterne

Splendessero lanterne

Splendessero lanterne, il sacro volto,
Preso in un ottagono d’insolita luce,
Avvizzirebbe, e il giovane amoroso
Esiterebbe, prima di perdere la grazia.
I lineamenti, nel loro buio segreto,
Sono di carne, ma fate entrare il falso giorno
E dalle labbra le cadrà stinto pigmento,
La tela della mummia mostrerà un antico seno.

Mi fu detto: ragiona con il cuore;
Ma il cuore, come la testa, è un’inutile guida.
Mi fu detto: ragiona con il polso;
Ma, quando affretta, àltero il passo delle azioni
Finché il tetto ed i campi si livellano, uguali,
Così rapido fuggo, sfidando il tempo, calmo gentiluomo
Che dimena la barba al vento egiziano.

Ho udito molti anni di parole, e molti anni
Dovrebbero portare un mutamento.

La palla che lanciai giocando nel parco
Non è ancora scesa al suolo.

DYLAN THOMAS

domenica 6 aprile 2014

L'arte del perdono

E ora mi dirai che
gli ingegneri del design
non hanno mai trovato
un posto migliore
dove lasciar abitare
il tuo cuore

E ti dirai mentendo che
nessun uomo mai
ti capirà e intanto giochi già
a mettermi tra loro
a fare di me con grande abilità
ciò che non sono stato e mai sarò

Rit.
Io ho imparato l'arte del perdono
Di ritornare a me e non sentirmi solo
Di ripartire dal mio centro e andare lontano
Nelle nebbie altrui a rischiarare, ad ascoltare
Io ho imparato l'arte del perdono
e da ieri sera hai smesso anche di fare male

E ora forse mi dirai che
in fondo avevo ragione io
a dubitare di chi non dubita mai
a lasciarti andare per vederti ritornare
ma qui è quasi giorno ormai
dovrei scorgerti e non ci sei...

Rit.
Io ho imparato l'arte del perdono
Di ritornare a me e non sentirmi solo
Di ripartire dal mio centro e andare lontano
Nelle nebbie altrui a rischiarare, ad ascoltare
Io ho imparato l'arte del perdono
e da ieri sera hai smesso anche di fare male

Sono le parole che feriscono, le tue
Solo parole che guariscono, queste mie
Sono sospiri silenzi e attese
Ma ricorda che il perdono e il mio amore
non somiglieranno mai a delle arrese

martedì 1 aprile 2014

Urlavo di bruciato a doppia mandata emotiva - Natascha Lusenti

Desiderio di dissoluzione. demoni. delusione. dannazione.

Oblio. ovulazione. occlusione.

Lontananza. limitazione. lacuna. lerciume. liquido liquame.

Ossessione.

Ritorni. rinunce. ritorsioni. resistenze. rossori. ruggiti. raccoglimento. rumore. risate rubate. rottura.

Escrescenza. esclusione. empatia. ellissi emotiva. esclusione. energia. esclusione.

d.o.l.o.r.e.

———————————————



Infingimento.

Narcisismo.

Incapacità.

Zigzag.

Illusione.

Oscurità.

I.N.I.Z.I.O. (abortito)

———————————————

tenebre. tenerezza. tensione. trauma. travolgimento. turbe. tomba. trasporto. tradimento. tu.

———————————————

Dominio.

Oppressione.

Liberazione.

Ostensione.

Rinascita.

Espressione.

(il lento sciogliersi del) D.O.L.O.R.E.

di-aspora. di-a-spe-rità. spet-trale. tra-le-ri-ghe. rin-ghi-ere.

———————————————

n. b. m. t. v. b.

Negazione

Bruciore

Maleodorante

Tremore

Vitale

Buio

(Non Bene Ma Ti Voglio Bene)

———————————————

mi

chiedo

a

volte

come

la

monotonia

dell’

infelicità

non

mi

abbia

ancora

uccisa

mi

chiedo

che

forma

abbia

la

felicità

sarà

troppo

rotonda

per

i

miei

spigoli

troppo

corta

per

i

miei

piedi

allungo

la

voce

mi torna indietro

ritraggo

le

braccia

mi pungo il petto

———————————————

Recidere.

Dici.

Cammini sul mio silenzio ma non mi fai paura.

Mi tagli le parole e me le getti addosso.

Ma non mi fai male.

Dimenticarti. Questo mi fa orrore.

———————————————

La tua angoscia risuona familiare nella gabbia delle mie costole.

Ti ascolto muoverti. Ti guardo che abbassi gli occhi e vorrei riaprirli su di me di stupore e di attesa.

Invece la tua pelle riempie già troppo l’aria.

Scansi parole che non vuoi addosso e me le trovo appiccicate alla bocca.

Mentre decido se ingoiarle o svitarle e annodarle all’incontrario, sei già via.

———————————————

sono per il corpo

cieco

che segue l’odore della vita e si fa male

chi preserva il suo sangue con troppo ardore finisce per vederselo seccare sotto la pelle

e avrà voglia di leccarlo per desiderare anche quello di un altro

non ne sarà più capace

non gli resterà che il gusto delle lacrime

che debba io avere una fine ma non questa.

———————————————

Affondare. Risalire.

Affondare.

Mordere la sabbia con denti àncore.

Nuotare con scapole branchie.

Gli occhi gallerie vuote per cavallucci marini.

Le pupille galleggiano intorno.

Si gonfiano come fiori carnivori.

Sfilarsi i piedi protesi.

Vanno a fondo.

Risalire.

Niente più fiato da respirare.

I polmoni tra i canini di un pesce.

———————————————

Mi hai messo un dito sull’ombelico.

È da qui che eri attaccata alla tua mamma.

Non sapevo che volessi disfarmi cominciando così.

———————————————

Capelli coda

Capelli muschio

Dicevi di me

Capelli belli

Bellicosa

Sei una guerriera

Dicevi di me

Giocavo con le tue parole

Ci saltavo dentro come in cerchi di fuoco

Dimenticando se ero la fiera

O l’uomo che ammaestra



Naso gatto

E quando era asciutto non ci facevi caso

Allora i cerchi si stringevano sulla pelle

Urlavo di bruciato

Ma le parole nella testa rotolando

Dal passato al presente

Portavano altro fuoco



Collo daino

E la pelle

Dicevi

Come chi mira da lontano

Uno sparo preciso

E le dita

E le gambe

E i piedi

E le lentiggini

Crusca soffiata da un cavallo che guardavo da piccola

E i seni

E il culo

E gli occhi

Di nuovo le parole nel presente

Come palloni leggeri da far rimbalzare nell’aria

Come una corda con cui giocare

Ma inciampavo subito e ancora sul tuo silenzio

E la pancia sogliola.



Mi rimanevi conficcato lì.

Nella pancia.

Più giù sarebbe troppo dentro.

Più su c’è il cuore che ha paura di muoversi.

Perché il suo battere

In tutto quel vuoto

Rimbomba da far saltare i nervi.

Bum. Bum.



Natascha Lusenti

giovedì 27 marzo 2014

vorrei che tu venissi da me (dino buzzati)


Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo. Per gli stessi sentieri fatati passammo infatti tu ed io, con passi timidi, insieme andammo attraverso le foreste piene di lupi, e i medesimi genii ci spiavano dai ciuffi di muschio sospesi alle torri, tra svolazzare di corvi. Insieme, senza saperlo, di là forse guardammo entrambi verso la vita misteriosa, che ci aspettava. Ivi palpitarono in noi per la prima volta pazzi e teneri desideri. "Ti ricordi?" ci diremo l’un l’altro, stringendoci dolcemente, nella calda stanza, e tu mi sorriderai fiduciosa mentre fuori daran tetro suono le lamiere scosse dal vento. Ma tu - ora mi ricordo - non conosci le favole antiche dei re senza nome, degli orchi e dei giardini stregati. Mai passasti, rapita, sotto gli alberi magici che parlano con voce umana, né battesti mai alla porta del castello deserto, né camminasti nella notte verso il lume lontano lontano, né ti addormentasti sotto le stelle d’Oriente, cullata da pioggia sacra. Dietro i vetri, nella sera d’inverno, probabilmente noi rimarremo muti, io perdendomi nelle favole morte, tu in altre cure a me ignote. Io chiederei "Ti ricordi?", ma tu non ricorderesti.

Vorrei con te passeggiare, un giorno di primavera, col cielo di color grigio e ancora qualche vecchia foglia dell’anno prima trascinata per le strade dal vento, nei quartieri della periferia; e che fosse domenica. In tali contrade sorgono spesso pensieri malinconici e grandi; e in date ore vaga la poesia, congiungendo i cuori di quelli che si vogliono bene. Nascono inoltre speranze che non si sanno dire, favorite dagli orizzonti sterminati dietro le case, dai treni fuggenti, dalle nuvole del settentrione. Ci terremo semplicemente per mano e andremo con passo leggero, dicendo cose insensate, stupide e care. Fino a che si accenderanno i lampioni e dai casamenti squallidi usciranno le storie sinistre della città, le avventure, i vagheggiati romanzi. E allora noi taceremo, sempre tenendoci per mano, poiché le anime si parleranno senza parola. Ma tu - adesso mi ricordo - mai mi dicesti cose insensate, stupide e care. Né puoi quindi amare quelle domeniche che dico, né l’anima tua sa parlare alla mia in silenzio, né riconosci all’ora giusta l’incantesimo delle città, né le speranze che scendono dal settentrione. Tu preferisci le luci, la folla, gli uomini che ti guardano, le vie dove dicono si possa incontrar la fortuna. Tu sei diversa da me e se venissi quel giorno a passeggiare, ti lamenteresti di essere stanca; solo questo e nient’altro.


 Vorrei anche andare con te d’estate in una valle solitaria, continuamente ridendo per le cose più semplici, ad esplorare i segreti dei boschi, delle strade bianche, di certe case abbandonate. Fermarci sul ponte di legno a guardare l’acqua che passa, ascoltare nei pali del telegrafo quella lunga storia senza fine che viene da un capo del mondo e chissà dove andrà mai. E strappare i fiori dei prati e qui, distesi sull’erba, nel silenzio del sole, contemplare gli abissi del cielo e le bianche nuvolette che passano e le cime delle montagne. Tu diresti "Che bello". Niente altro diresti perché noi saremmo felici; avendo il nostro corpo perduto il peso degli anni, le anime divenute fresche, come se fossero nate allora. Ma tu - ora che ci penso - tu ti guarderesti attorno senza capire, ho paura, e ti fermeresti preoccupata a esaminare una calza, mi chiederesti un’altra sigaretta, impaziente di fare ritorno. E non diresti "Che bello!", ma altre povere cose che a me non importano. Perché purtroppo sei fatta così. E non saremmo neppure per un istante felici.


Vorrei pure - lasciami dire - vorrei con te sottobraccio attraversare le grandi vie della città in un tramonto di novembre, quando il cielo è di puro cristallo. Quando i fantasmi della vita corrono sopra le cupole e sfiorano la gente nera, in fondo alla fossa delle strade, già colme di inquietudini. Quando memorie di età beate e nuovi presagi passano sopra la terra, lasciando dietro di sè una specie di musica. Con la candida superbia dei bambini guarderemo le facce degli altri, migliaia e migliaia, che a fiumi ci trascorrono accanto. Noi manderemo senza saperlo luce di gioia e tutti saran costretti a guardarci, non per invidia e malanimo; bensì sorridendo un poco, con sentimento di bontà, per via della sera che guarisce le debolezze dell’uomo. Ma tu - lo capisco bene - invece di guardare il cielo di cristallo e gli aerei colonnati battuti dall’estremo sole, vorrai fermarti a guardare le vetrine, gli ori, le ricchezze, le sete, quelle cose meschine. E non ti accorgerai quindi dei fantasmi, né dei presentimenti che passano, né ti sentirai, come me, chiamata a sorte orgogliosa. Né udresti quella specie di musica, né capiresti perché la gente ci guardi con occhi buoni. Tu penseresti al tuo povero domani e inutilmente sopra di te le statue d’oro sulle guglie alzeranno le spade agli ultimi raggi. Ed io sarei solo.


 È inutile. Forse tutte queste sono sciocchezze, e tu migliore di me, non presumendo tanto dalla vita. Forse hai ragione tu e sarebbe stupido tentare. Ma almeno, questo sì almeno, vorrei rivederti. Sia quel che sia, noi staremo insieme in qualche modo, e troveremo la gioia. Non importa se di giorno o di notte, d’estate o d’autunno, in un paese sconosciuto, in una casa disadorna, in una squallida locanda. Mi basterà averti vicina. Io non starò qui ad ascoltare - ti prometto - gli scricchiolii misteriosi del tetto, né guarderò le nubi, né darò retta alle musiche o al vento. Rinuncerò a queste cose inutili, che pure io amo. Avrò pazienza se non capirai ciò che ti dico, se parlerai di fatti a me strani, se ti lamenterai dei vestiti vecchi e dei soldi. Non ci saranno la cosiddetta poesia, le comuni speranze, le mestizie così amiche all’amore. Ma io ti avrò vicina. E riusciremo, vedrai, a essere abbastanza felici, con molta semplicità, uomo con donna solamente, come suole accadere in ogni parte del mondo.

mercoledì 26 marzo 2014

che l'attesa passerà.
il glicine fiorirà nell'anima che si risveglia.
qualunque cosa sia, dovunque ci porterà.
sarà cambiamento, ancora una volta. per non sentirsi poi più sbagliati.
sarà rinnovamento, per non morire mai più.
sarà piangere un'ultima volta, per poi diventare invincibili e bellissimi.
sarà un ultimo addio. per rimanere per sempre.

io non so come sarà.
ma sarà esattamente come il mio cuore lo crea, come il mio cuore immaginerà la realtà che va a venire. al di là della svolta.
non so come sarà, ma so che sarà esattamente come deve essere.
tutto ciò che è stato fatto... fino a qui.. questa lunga preparazione, questo lento ripulire il campo.
questo lungo e silenzioso perdono, vissuto in preghiera. vissuto con la devozione di un eroe che aspetta la battaglia più importante e poi la principessa sarà libera.

che il nuovo è già arrivato.
sono pacchi da scartare.
un paio di scarpe nuove da indossare.
e posti da vedere e gli occhi ancora buoni.
e bisogno di respirare vita. e niente fa più paura.
perché dio è in me.
perché  è tutto qui...

sabato 22 marzo 2014

l'ultima sigaretta della giornata

Un bambino piange al di là della stanza
sento i tuoi palpiti al di là di ogni distanza
sta per finire questa strana giornata
tempo di bilanci e di un'alternativa mancata

Annoto su un post-it la vita che verrà
di sogni e rinunce quando poi ti svegli ed è la realtà
ma in questo momento sento che è tutto perfetto
in questo momento non manca nulla sono qui con me stesso

Rit.
L'ultima sigaretta della giornata
c'è sempre qualcosa che non ho capito
l'ultima sigaretta della giornata
fumata perché non poteva andare diversamente
quando hai fatto del tuo meglio e sei vero
a volte la dolcezza si mischia con l'amore duro

C'è una chitarra sempre pronta ad essere suonata
e un'altra canzone da scrivere per Anna che è già andata
e poi chissà cosa ci riserva domani ma lo sai
è quasi domani sogno forte ma sto zitto che qui non si sa mai

Ricordi di serate passate all'insegna di vedrai andrà meglio
e ora c'è un certo non so che lo so che non è uno sbaglio
sono solo sentimenti mischiati col passato
sono solo sentimenti mischiati col futuro che ha bussato

Rit.
L'ultima sigaretta della giornata
c'è sempre qualcosa che non ho capito
l'ultima sigaretta della giornata
fumata perché non poteva andare diversamente
quando hai fatto del tuo meglio e sei vero
a volte la dolcezza si mischia con l'amore duro

Per gli amici andati sempre troppo presto
per tutte quelle facce che ho amato e mai rivisto
per lei che è tornata a pareggiare i conti dopo tanto
e sono sempre qui ad aggiustarmi dentro
Per chi mi ha appena sfiorato e forse non ha capito
che c'era un mondo in tasca che poi mi è scivolato
e un'altro mondo che si chiama noi
per chi prova a sfidare la paura del poi...

venerdì 21 marzo 2014

non è l'andare via.
il dire ci siamo sbagliati.
non è il dire non sei quello che mi aspettavo, o non hai capito nulla di me. anche se hai capito più di quello che volevo.
non è il fingere non sia successo niente. aver provato, sentito, finto di non sentire.
non è l'essersi stretti, baciati, graffiati. avvicinati e allontanati. per poi avvicinarsi di più.

non è il senso di vuoto appena sveglio. il senso di mancanza della domenica pomeriggio.
non è la primavera che arriva. e il cuore che si riapre.
non è che volevi solo dare. ed è successo un casino.
e nemmeno avevamo iniziato e stiamo già aggiustando e sistemando e lasciando andare.

non è che ti incazzi nemmeno più. né ci resti male.
ciò che è passato è comunque amore, nel bene e nel dolore.

ciò che non passa è questo modo di fare, di trattare le persone come fossero cose.
di mettere via chi ci ha comunque trasmesso delle cose gettandolo via.
come fosse un paio di scarpe pagate care e poi le provi e non sono come le volevi. ma forse le scarpe le tieni comunque da parte.

una persona che invece in vetrina ti sembrava potesse andare poi la provi e non è come dicevi la puoi buttare via. tranquillamente.
non è un lamento. non è un rimprovero.

è una constatazione dei fatti.
perché dio santo ci sarà anche un modo di andare via tenendosi per mano...

martedì 18 marzo 2014

...e non capiscono che
tu non sei più
tu stai viaggiando nello spazio immenso
dove muoiono e dove nascono le stelle
dove il silenzio è tuo amico
e la tua prossima donna
sarà una Super Nova [...]

da SuperNova, Guido Catalano

l'amore visto da vicino. o comunque qualcosa che gli si avvicinava, parecchio.
o forse sono solo due occhi buoni - i miei - che ora vogliono ritornare a vedere.
un cuore con delle ferite guarite che ci sta riprovando.
tutto ciò che non sono riuscito a dimenticare è stato perdonato, una volta e per sempre. ed è stato rimesso alla volontà di Dio, laddove da tutto era arrivato... ritornato lassù da dove partono le supernova che ci raggiungono quando siamo pronti, e non ce l'aspettiamo. e non aspettiamo altro.
ripasso il dito, di tanto in tanto, sulle cicatrici... quando inciampo in qualche canzone, in qualche ricordo rimasto chissacome nel fondo di qualche cassetto, eppure non fanno male, quelle cicatrici che un tempo erano ferite vive che al solo pensiero si riaprivano, e ricominciavano a sanguinare.

ciò che sento adesso è questa forma d'Amore che è dentro, che fluisce.
che a volte prorompe e allora perdo un po' la via di casa. la giusta visuale di me stesso, o del mio futuro.
perché forse è giusto così. perché è giusto che a questo giro non doveva funzionare... doveva solo compiersi il piccolo miracolo che il mio cuore si doveva mostrare così com'è, capace ancora di provare... o forse semplicemente non era questo il momento per noi. nemmeno quello per dire aspettami. e forse anche per lei il miracolo si è compiuto... ma non ora, perché proprio adesso... dice lei.

ma è così.
io non posso fare nulla di più. e non perché io non sappia fare i miracoli.
ma anche Gesù in persona chiese a Lazzaro di alzarsi. 
questo è il mio 50%, dato senza dare... uscito dal cuore al primo occhi negli occhi.

tienilo pure, non ci tengo a riaverlo indietro.