il blog di luigi sarto

Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prim'ancora che i corpi si vedano. Generalmente, essi avvengono quando arriviamo a un limite, quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente.

Gli incontri ci aspettano, ma la maggior parte delle volte evitiamo che si verifichino. Se siamo disperati, invece, se non abbiamo più nulla da perdere oppure siamo entusiasti della vita, allora l'ignoto si manifesta e il nostro universo cambia rotta. (Paulo Coelho da "11 Minuti")

giovedì 27 marzo 2014

vorrei che tu venissi da me (dino buzzati)


Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo. Per gli stessi sentieri fatati passammo infatti tu ed io, con passi timidi, insieme andammo attraverso le foreste piene di lupi, e i medesimi genii ci spiavano dai ciuffi di muschio sospesi alle torri, tra svolazzare di corvi. Insieme, senza saperlo, di là forse guardammo entrambi verso la vita misteriosa, che ci aspettava. Ivi palpitarono in noi per la prima volta pazzi e teneri desideri. "Ti ricordi?" ci diremo l’un l’altro, stringendoci dolcemente, nella calda stanza, e tu mi sorriderai fiduciosa mentre fuori daran tetro suono le lamiere scosse dal vento. Ma tu - ora mi ricordo - non conosci le favole antiche dei re senza nome, degli orchi e dei giardini stregati. Mai passasti, rapita, sotto gli alberi magici che parlano con voce umana, né battesti mai alla porta del castello deserto, né camminasti nella notte verso il lume lontano lontano, né ti addormentasti sotto le stelle d’Oriente, cullata da pioggia sacra. Dietro i vetri, nella sera d’inverno, probabilmente noi rimarremo muti, io perdendomi nelle favole morte, tu in altre cure a me ignote. Io chiederei "Ti ricordi?", ma tu non ricorderesti.

Vorrei con te passeggiare, un giorno di primavera, col cielo di color grigio e ancora qualche vecchia foglia dell’anno prima trascinata per le strade dal vento, nei quartieri della periferia; e che fosse domenica. In tali contrade sorgono spesso pensieri malinconici e grandi; e in date ore vaga la poesia, congiungendo i cuori di quelli che si vogliono bene. Nascono inoltre speranze che non si sanno dire, favorite dagli orizzonti sterminati dietro le case, dai treni fuggenti, dalle nuvole del settentrione. Ci terremo semplicemente per mano e andremo con passo leggero, dicendo cose insensate, stupide e care. Fino a che si accenderanno i lampioni e dai casamenti squallidi usciranno le storie sinistre della città, le avventure, i vagheggiati romanzi. E allora noi taceremo, sempre tenendoci per mano, poiché le anime si parleranno senza parola. Ma tu - adesso mi ricordo - mai mi dicesti cose insensate, stupide e care. Né puoi quindi amare quelle domeniche che dico, né l’anima tua sa parlare alla mia in silenzio, né riconosci all’ora giusta l’incantesimo delle città, né le speranze che scendono dal settentrione. Tu preferisci le luci, la folla, gli uomini che ti guardano, le vie dove dicono si possa incontrar la fortuna. Tu sei diversa da me e se venissi quel giorno a passeggiare, ti lamenteresti di essere stanca; solo questo e nient’altro.


 Vorrei anche andare con te d’estate in una valle solitaria, continuamente ridendo per le cose più semplici, ad esplorare i segreti dei boschi, delle strade bianche, di certe case abbandonate. Fermarci sul ponte di legno a guardare l’acqua che passa, ascoltare nei pali del telegrafo quella lunga storia senza fine che viene da un capo del mondo e chissà dove andrà mai. E strappare i fiori dei prati e qui, distesi sull’erba, nel silenzio del sole, contemplare gli abissi del cielo e le bianche nuvolette che passano e le cime delle montagne. Tu diresti "Che bello". Niente altro diresti perché noi saremmo felici; avendo il nostro corpo perduto il peso degli anni, le anime divenute fresche, come se fossero nate allora. Ma tu - ora che ci penso - tu ti guarderesti attorno senza capire, ho paura, e ti fermeresti preoccupata a esaminare una calza, mi chiederesti un’altra sigaretta, impaziente di fare ritorno. E non diresti "Che bello!", ma altre povere cose che a me non importano. Perché purtroppo sei fatta così. E non saremmo neppure per un istante felici.


Vorrei pure - lasciami dire - vorrei con te sottobraccio attraversare le grandi vie della città in un tramonto di novembre, quando il cielo è di puro cristallo. Quando i fantasmi della vita corrono sopra le cupole e sfiorano la gente nera, in fondo alla fossa delle strade, già colme di inquietudini. Quando memorie di età beate e nuovi presagi passano sopra la terra, lasciando dietro di sè una specie di musica. Con la candida superbia dei bambini guarderemo le facce degli altri, migliaia e migliaia, che a fiumi ci trascorrono accanto. Noi manderemo senza saperlo luce di gioia e tutti saran costretti a guardarci, non per invidia e malanimo; bensì sorridendo un poco, con sentimento di bontà, per via della sera che guarisce le debolezze dell’uomo. Ma tu - lo capisco bene - invece di guardare il cielo di cristallo e gli aerei colonnati battuti dall’estremo sole, vorrai fermarti a guardare le vetrine, gli ori, le ricchezze, le sete, quelle cose meschine. E non ti accorgerai quindi dei fantasmi, né dei presentimenti che passano, né ti sentirai, come me, chiamata a sorte orgogliosa. Né udresti quella specie di musica, né capiresti perché la gente ci guardi con occhi buoni. Tu penseresti al tuo povero domani e inutilmente sopra di te le statue d’oro sulle guglie alzeranno le spade agli ultimi raggi. Ed io sarei solo.


 È inutile. Forse tutte queste sono sciocchezze, e tu migliore di me, non presumendo tanto dalla vita. Forse hai ragione tu e sarebbe stupido tentare. Ma almeno, questo sì almeno, vorrei rivederti. Sia quel che sia, noi staremo insieme in qualche modo, e troveremo la gioia. Non importa se di giorno o di notte, d’estate o d’autunno, in un paese sconosciuto, in una casa disadorna, in una squallida locanda. Mi basterà averti vicina. Io non starò qui ad ascoltare - ti prometto - gli scricchiolii misteriosi del tetto, né guarderò le nubi, né darò retta alle musiche o al vento. Rinuncerò a queste cose inutili, che pure io amo. Avrò pazienza se non capirai ciò che ti dico, se parlerai di fatti a me strani, se ti lamenterai dei vestiti vecchi e dei soldi. Non ci saranno la cosiddetta poesia, le comuni speranze, le mestizie così amiche all’amore. Ma io ti avrò vicina. E riusciremo, vedrai, a essere abbastanza felici, con molta semplicità, uomo con donna solamente, come suole accadere in ogni parte del mondo.

mercoledì 26 marzo 2014

che l'attesa passerà.
il glicine fiorirà nell'anima che si risveglia.
qualunque cosa sia, dovunque ci porterà.
sarà cambiamento, ancora una volta. per non sentirsi poi più sbagliati.
sarà rinnovamento, per non morire mai più.
sarà piangere un'ultima volta, per poi diventare invincibili e bellissimi.
sarà un ultimo addio. per rimanere per sempre.

io non so come sarà.
ma sarà esattamente come il mio cuore lo crea, come il mio cuore immaginerà la realtà che va a venire. al di là della svolta.
non so come sarà, ma so che sarà esattamente come deve essere.
tutto ciò che è stato fatto... fino a qui.. questa lunga preparazione, questo lento ripulire il campo.
questo lungo e silenzioso perdono, vissuto in preghiera. vissuto con la devozione di un eroe che aspetta la battaglia più importante e poi la principessa sarà libera.

che il nuovo è già arrivato.
sono pacchi da scartare.
un paio di scarpe nuove da indossare.
e posti da vedere e gli occhi ancora buoni.
e bisogno di respirare vita. e niente fa più paura.
perché dio è in me.
perché  è tutto qui...

sabato 22 marzo 2014

l'ultima sigaretta della giornata

Un bambino piange al di là della stanza
sento i tuoi palpiti al di là di ogni distanza
sta per finire questa strana giornata
tempo di bilanci e di un'alternativa mancata

Annoto su un post-it la vita che verrà
di sogni e rinunce quando poi ti svegli ed è la realtà
ma in questo momento sento che è tutto perfetto
in questo momento non manca nulla sono qui con me stesso

Rit.
L'ultima sigaretta della giornata
c'è sempre qualcosa che non ho capito
l'ultima sigaretta della giornata
fumata perché non poteva andare diversamente
quando hai fatto del tuo meglio e sei vero
a volte la dolcezza si mischia con l'amore duro

C'è una chitarra sempre pronta ad essere suonata
e un'altra canzone da scrivere per Anna che è già andata
e poi chissà cosa ci riserva domani ma lo sai
è quasi domani sogno forte ma sto zitto che qui non si sa mai

Ricordi di serate passate all'insegna di vedrai andrà meglio
e ora c'è un certo non so che lo so che non è uno sbaglio
sono solo sentimenti mischiati col passato
sono solo sentimenti mischiati col futuro che ha bussato

Rit.
L'ultima sigaretta della giornata
c'è sempre qualcosa che non ho capito
l'ultima sigaretta della giornata
fumata perché non poteva andare diversamente
quando hai fatto del tuo meglio e sei vero
a volte la dolcezza si mischia con l'amore duro

Per gli amici andati sempre troppo presto
per tutte quelle facce che ho amato e mai rivisto
per lei che è tornata a pareggiare i conti dopo tanto
e sono sempre qui ad aggiustarmi dentro
Per chi mi ha appena sfiorato e forse non ha capito
che c'era un mondo in tasca che poi mi è scivolato
e un'altro mondo che si chiama noi
per chi prova a sfidare la paura del poi...

venerdì 21 marzo 2014

non è l'andare via.
il dire ci siamo sbagliati.
non è il dire non sei quello che mi aspettavo, o non hai capito nulla di me. anche se hai capito più di quello che volevo.
non è il fingere non sia successo niente. aver provato, sentito, finto di non sentire.
non è l'essersi stretti, baciati, graffiati. avvicinati e allontanati. per poi avvicinarsi di più.

non è il senso di vuoto appena sveglio. il senso di mancanza della domenica pomeriggio.
non è la primavera che arriva. e il cuore che si riapre.
non è che volevi solo dare. ed è successo un casino.
e nemmeno avevamo iniziato e stiamo già aggiustando e sistemando e lasciando andare.

non è che ti incazzi nemmeno più. né ci resti male.
ciò che è passato è comunque amore, nel bene e nel dolore.

ciò che non passa è questo modo di fare, di trattare le persone come fossero cose.
di mettere via chi ci ha comunque trasmesso delle cose gettandolo via.
come fosse un paio di scarpe pagate care e poi le provi e non sono come le volevi. ma forse le scarpe le tieni comunque da parte.

una persona che invece in vetrina ti sembrava potesse andare poi la provi e non è come dicevi la puoi buttare via. tranquillamente.
non è un lamento. non è un rimprovero.

è una constatazione dei fatti.
perché dio santo ci sarà anche un modo di andare via tenendosi per mano...

martedì 18 marzo 2014

...e non capiscono che
tu non sei più
tu stai viaggiando nello spazio immenso
dove muoiono e dove nascono le stelle
dove il silenzio è tuo amico
e la tua prossima donna
sarà una Super Nova [...]

da SuperNova, Guido Catalano

l'amore visto da vicino. o comunque qualcosa che gli si avvicinava, parecchio.
o forse sono solo due occhi buoni - i miei - che ora vogliono ritornare a vedere.
un cuore con delle ferite guarite che ci sta riprovando.
tutto ciò che non sono riuscito a dimenticare è stato perdonato, una volta e per sempre. ed è stato rimesso alla volontà di Dio, laddove da tutto era arrivato... ritornato lassù da dove partono le supernova che ci raggiungono quando siamo pronti, e non ce l'aspettiamo. e non aspettiamo altro.
ripasso il dito, di tanto in tanto, sulle cicatrici... quando inciampo in qualche canzone, in qualche ricordo rimasto chissacome nel fondo di qualche cassetto, eppure non fanno male, quelle cicatrici che un tempo erano ferite vive che al solo pensiero si riaprivano, e ricominciavano a sanguinare.

ciò che sento adesso è questa forma d'Amore che è dentro, che fluisce.
che a volte prorompe e allora perdo un po' la via di casa. la giusta visuale di me stesso, o del mio futuro.
perché forse è giusto così. perché è giusto che a questo giro non doveva funzionare... doveva solo compiersi il piccolo miracolo che il mio cuore si doveva mostrare così com'è, capace ancora di provare... o forse semplicemente non era questo il momento per noi. nemmeno quello per dire aspettami. e forse anche per lei il miracolo si è compiuto... ma non ora, perché proprio adesso... dice lei.

ma è così.
io non posso fare nulla di più. e non perché io non sappia fare i miracoli.
ma anche Gesù in persona chiese a Lazzaro di alzarsi. 
questo è il mio 50%, dato senza dare... uscito dal cuore al primo occhi negli occhi.

tienilo pure, non ci tengo a riaverlo indietro.

giovedì 13 marzo 2014

quando 2 persone si conoscono, quando 2 anime si incontrano e si riconoscono e sentono di avere percorsi che li accomunano, al di là di ogni divergenza, al di là di ogni distanza, se decidono di provare a prendersi per mano allora tra loro 2 nasce un filo...
un filo attraverso il quale piano piano passeranno parole e sguardi. valori e speranze. cose belle da fare in prospettiva e la ruvidezza di ferite di un passato che non ha lesinato dolori e delusioni.
un filo che ogni giorno che passa diventerà più vero, più prezioso. che unirà ogni giorno un po' di più le due persone, attraverso il quale si riuscirà a sentire sempre più la comunanza con l'altra e sempre meno la distanza dall'altra persona, al di là delle difficoltà.
un filo che non vorrà dire forse assomigliarsi, ma di certo riconoscersi. e non aver paura di dirsi le cose, di mostrarsi così come si è nella verità, nella bellezza della complessità di anime che vengono da un altro pianeta, nella sincerità di mostrarsi nei propri limiti, nelle proprie debolezze. ed è questa la loro forza.
un filo che sarà il sapere di poter trovare l'altra, di sapere che l'altro ci sosterrà quando troppo stanchi di battaglie saremo stanchi di andare avanti e lottare ancora contro draghi o orari da rispettare...

ma giunta la sera capita che il filo si spezzi... e una delle due persone va...

cosa ne è dunque di quel filo? di quei valori, di quelle promesse e speranze che lo hanno attraversato? delle parole che lo hanno creato, degli abbracci che lo hanno reso più vero, gli sguardi che lo hanno guardato nascere?

la responsabilità di quel filo allora è di chi resta. ne tengo ancora un capo affinché nulla di ciò che è stato, di ciò che è passato possa andare perduto. perché il dono di essersi trovati sia davvero speciale, che possa durare. che i ricordi siano salvati e possano sempre avere un'importanza, ma non sottochiave tra gli anelli e le collane...

mercoledì 12 marzo 2014

Manca il fiato

Manca il fiato

Io non lo sapevo
sono stato qui per poco
e ora andare via non sarà
un tornare indietro
Laddove un indietro non c'è
si perde il filo logico delle cose
la comunicazione si interrompe
il sangue porta un'emozione che irrompe

e non trova più spazio
e non c'è più tempo
per viversi adesso e restarti addosso
e l'attesa non consegna più premi

Rit.
Se ti penso forte
allora manca il fiato
Dove sono quei giorni ora
delle lunghe telefonate
della speranza di amarsi
senza farsi scorgere
di provare breve voli al balcone
di perdonare ogni cosa e perdonarci a vicenda
di ciò che manca e mancherà per sempre
e poi prendersi per mano
e dire ora ci siamo ... ora ci siamo

Io non lo sapevo
e ora dirai che me lo avevi detto
io che pensavo che il vero amore si fa tenendosi stretti
e non abbandonati in un letto

Chissà come sarà domani
chissà come sarai tra poco
quando io ti lascerò andare
chissà dove andrai a finire

perché al solo pensare
manca già il fiato
ma non c'è più tempo e spazio
per aspettarsi ancora

Rit.
Se ti penso forte
allora manca il fiato
Dove sono quei giorni ora
delle lunghe telefonate
della speranza di amarsi
senza farsi scorgere
di provare breve voli al balcone
di perdonare ogni cosa e perdonarci a vicenda
di ciò che manca e mancherà per sempre
e poi prendersi per mano
e dire ora ci siamo ... ora ci siamo

Se solo avessi saputo

Se solo avessi saputo
mi sarei preparato a non sentire il peso dell'assenza
a masticare la mancanza dal giorno prima.

Solo la gioia e la sorpresa di trovarti chissàdove
ancora là.

Solo chi parte rimane davvero
la tua voce ancora giunge
che importa da dove

- ma la mente domanda

il cuore a volte non tiene
il peso di battaglie a cui
non siamo mai pronti

sul limitare del giorno
spesso mi coglie il sonno.

E dire che io di attese
ne sono il padrone.

a Francesco di Giacomo

martedì 11 marzo 2014

potessero mettersi in ordine, le emozioni. avere un percorso, un filo logico.
sarebbe molto più semplice lasciarsi attraversare e soprattutto ritrovare la via di casa quando le emozioni diventano forti da sostenere, iniziano a fare male, a reclamare ragioni.

ma il fatto è che prima le sentiamo le cose, poi le pensiamo... e quando le emozioni fanno così male cerchi di metterle in ordine con i pensieri. ho calcolato la media dei pensieri, la gaussiana di quando fanno male molto, di quando fanno male poco, di quando vengono e le lascio andare.

io non lo sapevo.
io non lo sapevo che sarebbe stato così.
tutto questo sentire. in modo così carnale.

perché con la prospettiva di domani, di fra poco, so che non farà più male.
so che il tempo e la musica (una volta che tutto ciò non mi invaderà così tanto e sarà in grado di sublimare il dolore della mancanza in poesia pura) daranno la giusta prospettiva. mi è capitata di vivere questa cosa. e l'ho vissuta come potevo. non me ne faccio colpe, non vivo il conflitto. e che speravo saremmo andati un po' più in là, provato un volo fosse pure al balcone.

perché al solo pensare di cercare l'amore altrove manca il fiato...


lunedì 10 marzo 2014

Confidare

Ho tanta fede in te. Mi sembra
che saprei aspettare la tua voce
in silenzio, per secoli
di oscurità.

Tu sai tutti i segreti,
come il sole:
potresti far fiorire
i gerani e la zagara selvaggia
sul fondo delle cave
di pietra, delle prigioni
leggendarie.

Ho tanta fede in te. Son quieta
come l'arabo avvolto
nel barracano bianco,
che ascolta Dio maturargli
l'orzo intorno alla casa.

Antonia Pozzi

chissà in quale benedetto giorno tornerai qui da me

domenica 9 marzo 2014

Cinquecento giorni insieme

ad A.

Mi sveglio la mattina bevo il caffè
e cerco nella rete notizie di te
forse c’è stato un terremoto o un colpo di stato
d’un tratto un rumore sei tu buon giorno amore

E questo mondo stamattina fa meno paura
potrei uscire anche se è lunedì e piove
indossare il mio abito migliore e sorridere
ma da domani chissà…

Rit.
Abbiamo vissuto così
cinquecento giorni insieme
e oggi è il giorno prima
l’affitto del tuo cuore sta per scadere
Sole stai per andare
tutto bene fin qua
tutto bene dici tu
tutto bene tu andrai avanti
tutto bene fin qua

E così stamattina tutto da rifare
un me stesso da reinventare riassetto il letto e me
Che carattere di merda tutto così sbagliato
e pure io mio padre l’ho sempre perdonato

Rit.
Abbiamo vissuto così
cinquecento giorni insieme
e oggi è il giorno prima
l’affitto del tuo cuore sta per scadere
Sole stai per andare
tutto bene fin qua
tutto bene dici tu
tutto bene tu andrai avanti
tutto bene fin qua

Come un legame karmico
che non si poteva evitare
come un contratto in scadenza
che non si può rinnovare
eravamo destinati a noi
incontrarci per perderci sai
un passo obbligato che poi
finisce e non siamo più noi
puoi lasciare la chiave ai vicini
il mio cuore di fianco allo zerbino
respira forte e
la paura passerà
nessuna coincidenza
pura fatalità
chissà cosa ci aspetta domani
un domani che verrà
chissà cosa ci aspetta
un domani che tornerà
su vestiti in fretta
guarda la speranza che se ne va...

sabato 8 marzo 2014

alla figlia del vento

sono tornato così sul passo, a O Cebreiro.
dove in quei giorni aspettavo che un po' di vento mi portasse un po' del tuo profumo.
in cui ho imparato ad essere migliore nell'attesa, senza fare i conti con gli anni col cuore in catarsi, evitando di darsi... per non soffrire.
nei giorni in cui ero fatto di preghiere e poesie, i 15 giorni più lunghi degli ultimi 15 anni.
ma intensi di cose e pensieri, cose che avrei voluto dirti e poi non sono venute perché tutte insieme si sono mischiate ai baci. e io con l'amore faccio casini, sempre. lo so questo. più mi avvicino all'amore, o meglio l'amore si avvicina a me e io sono lì completamente immune... è che proprio mi prende alla sprovvista quando arriva.

sono tornato così sul passo di O Cebreiro.
non lo so perché, ma credo sia giusto stare qui a celebrare ad ogni modo ciò che è stato, e forse a tratti ciò che poteva essere. perché di cose belle così non ne passano tutti i giorni. quelle sensazioni così vive e vere che entrano dentro e coinvolgono. e quella bellezza così inaspettata che sconvolge. e hai voglia a meditare e fiori di bach.

mi resti dentro.
come una ferita.
come un cuore che cresce dentro il petto.
come una bocca non mia ma la tua attraverso la quale ho respirato aria nuova, aria buona.
come un'anomalia del mio presente che mi ha riportato alla vita. un'autorizzazione a essere felice.
come un qualcosa di appena sentito.
come un qualcosa che resterà a lungo qui dentro di me.


venerdì 7 marzo 2014

il mio sangue

Si, lo so,
nei miei pensieri, nelle mani
tu ci sei
e dentro i miei sogni, sui miei fianchi,nei miei sguardi
tu ci sei
negli occhi ci sei, perdutamente...
Oh, io come vorrei, si vorrei
cadere nei tuoi occhi per capire chi sei
ed essere dentro di te.

E mi sento cenere senza te
ed ogni mio attimo ti darei
il mio sangue, la mia vita, per un solo tuo pensiero
i miei occhi, la mia voce, per vedere un tuo sorriso...
tutta me...
per appartenerti sempre...

In ginocchio amore,
sopra i sassi
si, sopra i sassi
è il sapore di te...
mi uccide perchè
è più forte di me
Oh, io come vorrei
si, vorrei...
cadere nei tuoi occhi per capire chi sei
ed essere dentro di te

E mi sento cenere senza te
ed ogni mio attimo ti darei
il mio sangue, la mia vita per un solo tuo pensiero
I miei occhi, la mia voce,
per vedere un tuo sorriso...
tutta me per appartenerti sempre..

Respiro quando sei con me,
nell'aria sei...
e grido senza fiato se
poi te ne vai...

Il mio sangue, la mia vita, per un solo tuo pensiero...
i miei occhi, la mia voce,
per vedere un tuo sorriso
tutta me
per appartenerti sempre

Chiara Canzian

Il Nostro Ho'oponopono

proverò queste ed altre strade prima di vederti ritornare.
farò rifare l'asfalto per quando tornerai.

Noi siamo i responsabili di tutto quello che ci succede e per tutto ciò che vediamo e sentiamo. Dobbiamo arrivare a capire che tutto il fuori di noi è un riflesso di una parte di noi di cui spesso non ne siamo a conoscenza o consapevoli.
Noi proiettiamo sugli altri le memorie che abbiamo depositato nel sub inconscio, i nostri conflitti irrisolti e le emozioni. Pertanto, ogni volta che si reagisce a qualcosa di esterno dobbiamo andare dentro di noi e trovare la parte che sta riflettendo la problematica e che è la causa dell'evento.
Se la persona di fronte a Noi ci sta facendo arrabbiare dobbiamo pertanto capire il perché analizzandoci noi stessi e liberando gli altri di ogni responsabilità.
Se la persona con cui abbiamo a che fare è egoista o irragionevole, cattiva o maleducata, stiamo bene attenti, sono campanelli di allarme per noi stessi e che ci debbono fare riflettere interiormente. Parti di noi infatti hanno riflesso tali negatività e se ne diventiamo davvero consapevoli, abbiamo la possibilità di guarire una volta per tutte.
In pratica noi possiamo utilizzare tutte le persone che entrano nella nostra realtà per portare a compimento la nostra guarigione. Anzi, peggiore è quella persona e meglio è per noi, perchè possiamo ripulirci di una maggiore quantità di spazzatura. Questa è la vera potenza della pratica Ho'oponopono.
Per ripulire le parti di noi pronunciamo, anche mentalmente, “Mi Dispiace, Ti Prego Perdonami, Grazie, Ti Amo”
Queste frasi racchiudono una grande potenza, quella del perdono e dell'amore che da sole saranno in grado di rivoluzionare positivamente la nostra vita. Pulendo noi stessi contribuiamo a ripulire il nostro pianeta.
L'Amore è quella forza così potente che riesce a congiungerci con tutto l'Universo. L'Amore vince tutte le resistenze, l'Amore predomina su tutto e cancella definitivamente le nostre memorie, restituendoci alla vita nella piena consapevolezza.
Non esiste nessuna regola in relazione all’ordine delle frasi “Mi Dispiace, Ti Prego Perdonami, Grazie, Ti Amo”. Basta usare la sequenza con la quale ci troviamo meglio, qualunque sia, l’importante è che sia in sintonia con noi. Possiamo usare due, tre o tutte e quattro le parole. Se riusciamo a trasmettere le emozioni ha effetto anche il semplice “Ti AMO”
Praticare Ho'oponopono provoca un senso di pace e di rilassamento fisico, e può essere utilizzata ovunque, in qualsiasi momento, da solo e sopratutto in compagnia, come in origine era utilizzata dagli antichi hawaiani.

Questa è la sola pratica che ci offre, in modo semplice ed efficace, la possibilità di tornare liberi da ogni condizionamento e vivere la vita senza alcun limite, i miracoli accadranno e ne saremo consapevoli.

http://www.hooponoponoitalia.com/

giovedì 6 marzo 2014

sinceramente.

sinceramente non me lo ricordavo, questo buco in mezzo al petto.
è una specie di mancamento. una parte che muore, non si capisce. una parte di te che al risveglio non ritrovi. come se mancasse un pezzo. una parte vitale, senza la quale comunque puoi andare avanti. ma ogni volta che ti cade lì il pensiero lo senti che manca, cazzo se lo senti.

certo è che non pensavo che potesse bastare così poco in termini di tempo per sentire questo tipo di mancanza.
e poi l'ultima volta che ho provato una cosa simile è stato nel 2010, quando chiara è andata via. ma c'era stata tutta una serie di cose dette, fatte, promesse, mantenute, taciute. lotte contro i draghi e morsi sulle spalle, c'era tutto un mondo che si allontanava dalla sua orbita, per sentire la pesantezza di questo vuoto al risveglio... e ciò credo sia negli annali, sia innegabile che sia avvenuto. anche se ora siamo mondi lontanissimi ed è giusto così.

da lì in poi piano piano ho sentito sempre più solo il nulla, l'apatia, la paura anche di vivere le emozioni. ma non c'era pericolo, vivevo con il cuore in libertà vigilata.

ma quello che mi stravolge e questo qui ed ora.
la notte che non è passata, a giocare a carte con i fantasmi.
e il risveglio. stamattina somigliava a una specie di morte.
mi sorprende il fatto di quanto dolore fisico io possa provare in questo momento. non è che mi piango addosso. mi meraviglio di come una persona possa entrare dentro e grazieadio portare cose belle, anche. e soprattutto farmi capire che nonostante gli anni di non-amore c'è ancora vita... c'è capacità e voglia di sentire e provare emozioni. e cose da ricostruire poiché lasciate troppo tempo nella confusione dell'accatastare dei giorni in cui si è pronunciato con chiara un addio fatto in fretta e furia. così come quando era arrivato...

riprendere il bandolo della matassa.
perché una mattina ti svegli e senza saperlo senti che hai voglia di vita nuova e di riprovarci. e poi dio o chi per lui lo sa e così incontri la tua principessa che non vuole essere salvata.
ma tu ci provi comunque a lottare con i suoi draghi... solo non hai fatto i conti con te stesso, su dov'eri rimasto. su dove sei ora... ma non penso si possa fare i conti con le proprie ombre o i propri limiti in amore se non confrontandosi con un'altra persona... a tavolino certi ragionamenti riescono sempre bene... e poi però tra le braccia di un'altra persona tutto cambia... ma se l'amore non è questo cercare di incontrarsi a metà strada oltre i propri limiti, che sono le nostre limitazioni di tutte le storie passate che ci portiamo, allora l'amore cos'è?
(farsi trovar pronti alla finestra che passi e gli dici scendo?)

io sono qui, in tutta la mia imperfetta bellezza.
dio se manchi.

lunedì 3 marzo 2014

Il volersi bene si costruisce. L'amore lo senti immediato, non ha tempo. È dire "ti sento" un contatto di pelle, un abbraccio, un bacio. Mantenersi, il mio verbo preferito, tenersi per mano. Ti può bastare per la vita intera, un attimo, un incontro. Rinunciarvi è folle sempre e comunque
Erri De Luca 

dove diavolo sono stasera le tue mani, mentre questi miei abbracci finiscono a vuoto
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/amore/frase-205252?f=a:7341>

domenica 2 marzo 2014

un mondo a parte

sentire lì al centro del petto un senso di vuoto.
ma non è un dolore, è solo vita che ritorna, che a tratti ancora si nasconde.
ricominciare a sentire, battito per battito.
aver trovato "per caso" un tesoro così grande da non saper contenere negli abbracci così troppi, mai abbastanza. un tesoro che potrebbe sfuggire... ma qui non c'è senso di possesso. ma solo di appartenenza, come due anime che si riconoscono.

e penso che lasciarti andare, ora, è l'unica speranza di vederti tornare.