il blog di luigi sarto

Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prim'ancora che i corpi si vedano. Generalmente, essi avvengono quando arriviamo a un limite, quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente.

Gli incontri ci aspettano, ma la maggior parte delle volte evitiamo che si verifichino. Se siamo disperati, invece, se non abbiamo più nulla da perdere oppure siamo entusiasti della vita, allora l'ignoto si manifesta e il nostro universo cambia rotta. (Paulo Coelho da "11 Minuti")

giovedì 31 dicembre 2015

non mi importa se vai via
se passi distratta, se mi dici che mi vuoi bene
e poi
te lo porti via quel bene che non sai che farne

non mi importa se questo battito di vita
al quale tu mi ridai
il quale tu mi restituisci
poi finisce
in un abbraccio staccato a forza
a morsi
a distanza

non mi importa
e lo sai
ora che mi importa di te
in un modo così profondo
che mi
tremano
le mani

martedì 29 dicembre 2015

se un giorno

se un giorno non avrai più voglia di me
se non avrai più bisogno della mia spalla
del mio braccio per trovare attaccato in fondo,
dove si trova la mia mano, la tua mano
e così risalire piano piano a te

se un giorno vorrai stare da sola e da sola
vuol dire anche senza di me, senza i miei
insondabili silenzi, senza il mio modo di stare al mondo
e di riportarti il mondo, cambiato, colorato in modo diverso

se un giorno non vorrai più saperne di me
di viaggi, di partenze e di date di ritorni,
di poesie scritte in fretta e senza rime
solo per darti la buonanotte. se un giorno
così ineluttabilmente tragico dovesse mai arrivare
non preoccuparti di dirmi addio, di dirmi che
per me improvvisamente non c'è più spazio

cane che cerca il padrone, attesa che cerca l'ora giusta
per mancare ancora, tempo spietato che arriva quando
si è già andati via. non  preoccuparti per me.
sarò già andato via. ti leggo dentro, da sempre.
e sono diversi giorni che ti aspetto e non piove.

e della pioggia non mi importa più. guardo già fuori,
già oltre, oltre l'inverno. dove la primavera da qualche parte
in silenzio prepara immobili danze che ti travolgeranno,
tu con un fiore tra i capelli e il tuo sorriso su di me dappertutto.

A Lisa

venerdì 18 dicembre 2015

Ti scoprirai a fare
le cose che non sai
a benedire il pane
a bere dalle mani

Ti troverai a dare
le cose che non hai
ad abbracciare il mare
oppure a perdonare

E questa notte passerà
e la tua anima tornerà ancora qui
come un bagliore in fondo al cuore
come un dolore che non fa più male
non avrai più quel nome da chiamare
quando il giorno se ne andrà
e non sai come ritornare
mentre la notte passerà
   

a Lisa, anima sensibile trovata "per caso".
non so da dove sei arrivata.
ma l'importante è che tu sia qui. ora.

mercoledì 16 dicembre 2015

Quello che senti

Quello che senti

Non ho la presunzione di fare bene
solo l’ossessione di cambiare le cose
guardarle da una prospettiva migliore
dare un volto nuovo ad ogni attesa

Ho un pugnale a un palmo dal cuore
E’ una legge dura quella dell’amore
E quello che senti ti insegna a capire
e quello che manca ti insegna a sentire

Tutto quello che senti
solo quando ti manca
tutto quello che senti
è il prezzo di ogni cosa
quando sai che tutto ciò che hai
è soltanto ciò che donerai

Ho un incubo che mi insegna a dormire
come un abbraccio che non si può più dare
non dare mai niente di scontato

neanche quando sono finito

all'amico e fratello marco che lotta e soffre per amore

domenica 29 novembre 2015

Ogni cosa buona che muore in noi può rinascere

Le forme della Fonte del tutto, la luminescenza, sono più numerose delle stelle del firmamento e basta un pensiero buono per farle risplendere. Eppure un unico sbaglio può appiccare il fuoco a una foresta nel cuore, oscurando ogni luce nei cieli. Mentre l'errore continua ad ardere, un amore in frantumi o una fede smarrita ci fanno credere che sia tutto finito, che non ce la facciamo più. Non è vero. Non importa quali siano le nostre azioni, non importa dove ci siamo persi, la luminescenza non svanisce mai. Ogni cosa buona che muore dentro di noi può rinascere, se lo desideriamo con intensità. Il cuore non sa rinunciare, perché non sa mentire. Alziamo gli occhi dalla pagina che stiamo leggendo, incontriamo il sorriso di un perfetto sconosciuto, e la ricerca inizia da capo. Non è come prima. E' sempre diverso. A volte la foresta che ricresce nel cuore segnato da una cicatrice è persino più folta e selvaggia di quanto fosse prima dell'incendio. E se restiamo in quel bagliore nascosto, nel nuovo ricettacolo di luce - perdonando tutto, senza mai arrenderci - prima o poi ci ritroviamo là dove amore e bellezza hanno creato il mondo: l'inizio. L'inizio.

Gregory David Robert, L'ombra della montagna

giovedì 26 novembre 2015

“Occorre scolpire la propria statua: lavorare su se stessi, scalpellando via tutto ciò che di falso o inutile ci sta attaccato, e liberare, alla fine, quel che noi siamo, nella saldezzaimperturbabile della magnificenza dell’esistere. Allora saremmo, davvero, dei sapienti: che non è il nome di uno che sa tutto, è il nome di uno che non ha più paura di niente. Guarito.”

Alessandro Baricco

Parlando di Miracoli

    Il miracolo è a disposizione di chiunque sia capace di
una certezza appassionata, a cui risponda la forza del cuore,
come forza di donazione assoluta di sé. L'impetuoso potere
del miracolo può giungere, in quanto sia creato in basso un
momento di assolutezza, ceh tolga la barriera tra umano e
Divino. Richiesta disperata, sorretta da un'idea pura,
continuamente voluta, radicalmente voluta.
Il miracolo è la legge vera del reale. E' sufficiente destarsi
dall'ottuso stato di coscienza quotidiano, per accorgersene.
In realtà,  ogni moemnto avviene un miracolo.
da Meditazione e Miracolo di Massimo Scaligero


La sicurezza rappresenta la tua sensazione di meritare, la tua identità, la tua àncora emozionale, la tua autostima la base della tua forza personale o la sua mancanza - Stephen Covey

Lettera di San Paolo agli Efesini

[6]Nessuno vi inganni con vani ragionamenti: per queste cose infatti piomba l'ira di Dio sopra coloro che gli resistono. [7]Non abbiate quindi niente in comune con loro. [8]Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; [9]il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. [10]Cercate ciò che è gradito al Signore, [11]e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente, [12]poiché di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso perfino parlare. [13]Tutte queste cose che vengono apertamente condannate sono rivelate dalla luce, perché tutto quello che si manifesta è luce. [14]Per questo sta scritto:
«Svègliati, o tu che dormi,
dèstati dai morti
e Cristo ti illuminerà».
(∂ + m) ψ = 0” 
L’equazione sopra è quella di Dirac ed è la più bella equazione conosciuta della fisica. Grazie a questa si descrive il fenomeno dell’entanglement quantistico, che in pratica afferma che: “Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possiamo più descriverli come due sistemi distinti, ma in qualche modo sottile diventano un unico sistema. Quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce.“

inizi...

"Metti in dubbio i luoghi comuni tra cui sei cresciuta. Si viene al mondo per evolvere. E si evolve solo se si riesce a distillare da se stessi una qualche dose di incoscienza. Non ascoltare chi ti dice come dovresti essere, hanno solo paura. Non dare retta a chi ti tesse l’elogio delle vite pianeggianti. Le salite sono trampolini. E tu non sei una prigioniera, ma un’esploratrice. Se lascerai che la tua vita trascorra con la stessa conoscenza di te che avevi quando l’hai incominciata, ti sarà stata inutile. E ti sarò stato inutile anch’io. " 

i nomi dell'amore

Gemelli
gemelli
Gli eschimesi avevano 52 nomi diversi per la neve perché per loro era importante”, ha scritto Margaret Atwood in un romanzo. “Dovrebbero essercene altrettante per l’amore”.
Eccone alcune che gli antichi greci concepirono, secondo Lindsay Swope nella sua recensione del libro “Through the Looking Glass” (Attraverso lo specchio) di Richard Idemon.
Epithemia è il bisogno di base di toccare ed essere toccati. La nostra approssimazione più vicina è ‘eccitazione’, sebbene l’epithemia sia più una sensazione sensuale che una sessuale.
Philia è l’amicizia. Comprende il bisogno di ammirare e rispettare gli amici come riflesso di se stessi, come nella scuola superiore, quando vogliamo frequentare quelli ‘fighi’ perché ciò implica che lo siamo anche noi.
Eros non è sessuale nel modo in cui di solito pensiamo, ma riguarda di più la gratificazione emotiva che proviene dalla fusione di anime.
Agape è un’espressione di amore matura, estremamente libera che non prevede la possessività. Significa volere il bene di un’altra persona anche se ciò non comporta alcun vantaggio personale.
Il tuo compito è coniare altre tre nuove parole per l’amore, il che significa che devi scoprire o creare tre stati alterni di amore che non abbiano già un nome. Per farlo, dovrai mettere da parte le tue aspettative abituali e le definizioni standard di ciò che l’amore rappresenta per te in modo che tu possa esplorare una gamma di sfumature, incluse varietà che non avevi mai immaginato che esistessero.
Gemelli
gemelli
L’universo è per sua natura amico degli umani? La risposta può essere “si, certamente” o “no, per niente”. Non può stare nel mezzo. Indipendentemente da quella in cui sei propenso a credere, devi convenire che non c’è modo di sapere quale è quella vera con certezza assoluta.
Perciò, non è stupido e autodistruttivo vivere la vita come se l’universo fosse ostile? Questo atteggiamento tende a stendere un drappo funebre su tutto. Se invece adotti l’ipotesi che l’universo è benevolo, sarai incline a interpretare tutto ciò che accade come un dono, per quanto arduo possa essere immaginarne lo scopo in un primo momento.

domenica 4 ottobre 2015

POEMA DELL'AMICIZIA

Non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita,
Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori,
però posso ascoltarli e dividerli con te.
Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro,
però quando serve starò vicino a te.
Non posso evitarti di precipitare, solamente posso offrirti la mia mano perché ti sostenga e non cada.
La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei,
però gioisco sinceramente quando ti vedo felice.
Non giudico le decisioni che prendi nella vita,
mi limito ad appoggiarti, a stimolarti e aiutarti se me lo chiedi.
Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,
però posso offrirti lo spazio necessario per crescere.
Non posso evitare la tua sofferenza, quando qualche pena ti tocca il cuore,
però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo.
Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere,
solamente posso volerti come sei ed essere tuo amico.
In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico,
in quel momento sei apparso tu...
Non sei né sopra né sotto né in mezzo, non sei né in testa né alla fine della lista.
Non sei né il numero uno né il numero finale e tanto meno ho la pretesa
di essere io il primo, il secondo o il terzo della tua lista.
Basta che tu mi voglia come amico.
Poi ho capito che siamo veramente amici.
Ho fatto quello che farebbe qualsiasi amico:
ho pregato e ho ringraziato Dio per te.
Grazie per essermi amico.

Jorge Luis BorgesPoema dell’amicizia, in Poesie (1923-1976), B.U.R. 2004

Poema a la amistad

No puedo darte soluciones para todos los problemas de
la vida, ni tengo respuestas para tus dudas o temores,
pero puedo escucharte y compartirlo contigo.
No puedo cambiar tu pasado ni tu futuro.
Pero cuando me necesites estaré junto a ti.
No puedo evitar que tropieces.
Solamente puedo ofrecerte mi mano para que te sujetes
y no caigas.
Tus alegrías, tus triunfos y tus éxitos no son míos.
Pero disfruto sinceramente cuando te veo feliz.
No juzgo las decisiones que tomas en la vida.
Me limito a apoyarte, a estimularte y a ayudarte si me
lo pides.
No puedo trazarte limites dentro de los cuales debes
actuar, pero si te ofrezco el espacio necesario para
crecer.
No puedo evitar tus sufrimientos cuando alguna pena te
parta el corazón, pero puedo llorar contigo y recoger
los pedazos para armarlo de nuevo.
No puedo decirte quien eres ni quien deberías ser.
Solamente puedo quererte como eres y ser tu amigo.
En estos días oré por ti...
En estos días me puse a recordar a mis amistades mas
preciosas.
Soy una persona feliz: tengo mas amigos de lo que
imaginaba.
Eso es lo que ellos me dicen, me lo demuestran.
Es lo que siento por todos ellos.
Veo el brillo en sus ojos, la sonrisa espontánea y la
alegría que sienten al verme.
Y yo también siento paz y alegría cuando los veo y
cuando hablamos, sea en la alegría o sea en la
serenidad, en estos días pense en mis amigos y amigas,
entre ellos, apareciste tu.
No estabas arriba, ni abajo ni en medio.
No encabezabas ni concluías la lista.
No eras el numero uno ni el numero final.
Lo que se es que te destacabas por alguna cualidad que
transmitías y con la cual desde hace tiempo se
ennoblece mi vida.
Y tampoco tengo la pretensión de ser el primero, el
segundo o el tercero de tu lista.
Basta que me quieras como amigo.
Entonces entendí que realmente somos amigos.
Hice lo que todo amigo:
Oré... y le agradecí a Dios por ti.

Gracias por ser mi amigo. 

mercoledì 23 settembre 2015

Nonpoesia degli addii mancati

Nonpoesia degli addii

È una poesia senza rima
La mia
È una poesia spoglia
Un foglio di via
Il resoconto scontato
Di ciò che mi hai dato
Un colpo di vento
I baci rimasti dentro
I nostri giri in centro

Una stella senza nome
Una nuvola che non si è fatta pioggia
Il tuo respiro in una bottiglia
Le nostre attese in un orologio rotto
I viaggi in metropolitana che non fa capolinea
I miei capelli a treccia con i tuoi ora sciolti
I tuoi jeans a zampa con i risvolti
I tuoi occhi che non mi rivedranno
Per sempre nei miei

 mentre se ne vanno

chiara a luigi quasi alla fine del libro

venerdì 18 settembre 2015

Che cosa ti aspetti da me



"Io credo che la grandezza degli uomini si misuri con la grandezza dei loro sogni e con la loro capacità di realizzarli, ma ci sono sogni così grandi che fanno grande un uomo solo per essere riuscito a pensarli e per aver provato a realizzarli. Uno di quei sogni per cui vale la pena di vivere è vivere una vita che vale la pena di essere raccontata."


Da Che cosa ti aspetti da me? di Lorenzo Licalzi

giovedì 17 settembre 2015

Le luci nelle case degli altri



Prima o poi, presto o tardi, qualcosa ci spaventa, ci fa davvero male: e allora chiudiamo le saracinesche al resto. Ecco perché il mondo diventa incomprensibile! Perché ci sembra di farne parte, di stare male o stare bene assieme agli altri, ma non è vero. Siamo più concentrati su quello che teniamo chiuso dentro di noi, dietro le saracinesche abbassate, che su quanto succede là fuori: e non ci capiamo più niente di niente.

Da Le luci nelle case degli altri, Chiara Gamberale

venerdì 4 settembre 2015

le scelte che non hai fatto

Alla fine, forse ero anche felice, ma sempre preoccupata di essere felice. Era come un impegno di lavoro. Non mi concedevo pace. Cioè, voglio dire, non fraintendermi, non volevo una vita diversa. Mi andava bene la mia, ma volevo aggiustare le cose che non funzionavano, sai, le piccole infelicità, le frustrazioni. Era stupido, ero convinta di poterlo fare, almeno per quanto riguarda la mia vita. La botte piena e la moglie ubriaca: perché no? E in effetti, più o meno ci sono riuscita... Certo un po' di fortuna l'ho avuta ma ci ho messo del mio. Per anni, non mi sono mai distratta da quello che volevo, anche se ogni tanto era faticoso, anche se ogni tanto avrei voluto dimenticarmene. Hai presente i tre porcellini? Ecco, io sono quello che ha costruito la casa di mattoni. Ma anche il porcellino saggio avrebbe voluto divertirsi. Invece lavorava mentre gli altri giocavano. Non solo perché era più previdente, non poteva perché era fatto così, era la sua natura.

Maria Perosino, Le scelte che non hai fatto

mercoledì 2 settembre 2015

tre volte all'alba o delle carte che si hanno in mano

Di nuovo la donna sollevò le spalle. Ho girato pagina, disse. L'uomo stette un po' a guardarla poi le chiese se aveva ricominciato da capo, in quel modo che sognava, col bambino in braccio. Sì, rispose la donna, e sa cosa ho capito? L'uomo non rispose. Ho capito che non si cambia veramente mai, non c'è modo di cambiare, come si è da piccoli si è tutta la vita, non è per cambiare che si ricomincia tutto da capo. E per cosa, allora?, chiese l'uomo. La donna stette un po' in silenzio. Non si era accorta che il lenzuolo era scivolato giù, sul seno, o non le importava. Magari era quello che voleva. Si ricomincia da capo per cambiare tavolo, disse. Si ha sempre questa idea di essere capitati nella partita sbagliata, e che con le nostre carte chissà cosa saremo riusciti a fare se solo ci sedevamo a un altro tavolo da gioco. Lei aveva lasciato il bambino a sua madre e aveva ricominciato da un'altra città, da un altro mestiere, da un altro modo di vestire. Probabilmente voleva anche lasciarsi dietro un po' di cose che non era possibile rimettere a posto. Adesso non riusciva a ricordare bene. Ma certo era stufa di perdere. Come le ho detto, aggiunse, cambiare le carte è impossibile, non resta che cambiare il tavolo da gioco.
Ha trovato il suo?, chiese l'uomo.
Sì, rispose con sicurezza la donna, è un tavolo che fa schifo, tutti barano, il denaro è sporco, e la gente non vale niente.
Che meraviglia...
Non starei a fare troppo la difficile, con le carte che ho in mano.

[Alessandro Baricco, Tre volte all'alba]
lunga è la notte.
ma solo la notte sa regalare angoli nascosti di riflessioni che nella fretta del giorno non cogli a sufficienza.
lunga è la notte.
dove sa far male da soffocare una mancanza, una solitudine, una delusione, un'attesa che non finisce. ma sa curare la notte, nel senso di prendersi cura. di accogliere. di riportare tutto allo Zero. e poi provare a ripartire da qualche parte.
semplicemente restando fermi, lì esattamente dove si è. forse è il punto migliore in cui stare.
in cui provare ad avere una nuova prospettiva.

lunga è la notte, eppure dovrà passare.
questa notte, quando mi ritrovo a parlare con S.

- allora com'è andata domenica alla stazione con la ragazza del post dei cliché nello stomaco
- bene, direi
- bene
- si, bene
- mah?
- niente
- niente?
- il fatto è questa specie di paura fottuta che rimane di fondo
- paura di che?
- è una con la quale sono già stato, in passato. o almeno ho provato a stare. per 10 giorni. ma era una cagacazzo da competizione. e così la cosa è finita. poi ho incontrato la donna con cui sono stato per 8 anni... ma quando è finita, 8 mesi fa, ho pubblicato su facebook un post in cui dicevo che era finita
- e così lei ti ha contattato
- si anche lei da un anno circa è tornata single
- e vi siete rivisti
- già, dopo esserci annusati tramite mail messaggi segnali di fumo e quant'altro a distanza abbiamo deciso di fare il passo...
- e così domenica vi siete visti
- sì. fuochi d'artificio. era come rivedere un vecchio amico dopo tanto tempo. e quel vecchi amico eravamo noi stessi. cioé ho rivisto il me di 8 anni fa con gli occhi d'adesso. è stato un insieme di emozioni e sensazioni belle, un cercare di dare un nome alle cose, un come stai bene e tu bene si anche io bene e poi non capirci più niente fino a...

e si accede una sigaretta.
mi accendo anche io una sigaretta e riprendo il discorso

- fino a...
- te l'ho detto fino alla paura.
- paura di che?
- paura che i pezzi non si incastrino. paura delle differenze, troppe.
- e perché mai vuoi che tutti i pezzi si incastrino? mica dovete diventare migliori amici...
- boh...

e mentre dice boh tira forte, come se in qualche modo la sigaretta custodisse la soluzione al mistero.

già, il mistero. forse è questo il segreto dei rapporti tra uomo e donna. o tra uomo e uomo. o donna e donna quando stanno insieme. un mistero insondabile che tiene insieme i pezzi che non si incastrano. e se il mistero si svela la magia finisce.

però a me manca la paura di cui tu parli. cioé, quando ce l'avevo anche io per Annalisa allora anche per me era un ostacolo. però il mettersi in gioco, il rimettersi in gioco cazzo, è tutto uno col sentirsi vulnerabili: la bellezza dell'essere innamorati e della paura che fa il sapersi diversi e che per quanto uno si sforza certi pezzi è difficile da incastrarli. ma proprio questo ci rende vivi... e ci fa capire che nonostante tutto ne vale la pena...

chissà se stanno ancora insieme. e quante volte ancora lui andrà a prenderla in stazione, con il cuore in gola, la sigaretta in bocca, la fretta tra le mani, la paura dappertutto eppure senza nome. 
chissà se questa paura è in qualche modo legata all'intensità dei sentimenti provati, di quanto ci importi di quella persona, della paura che abbiamo di perderla, o di perdere noi stessi. ma che poi se non ti perdi un po', nel senso di lasciar andare un pezzo del tuo io allora non c'è spazio davvero per l'altro. insomma come una libreria in cui i libri tuoi e i libri di chi arriva nella tua vita non ci stanno e allora devi fare spazio dentro e mettere i libri che non intendi più leggere o rileggere in un qualche scatolone. e la paura è di non ritrovare lo scatolone, o che forse ti serve quel libro poi e non ce l'hai sottomano quando vorresti... e magari puoi chiedere all'altra persona.

insomma la paura.

e il coraggio che ti viene fuori quando hai paura.

mercoledì 26 agosto 2015

Manchi così forte

dopo aver ascoltato la canzone "Me minus you" dei The Kolors l'ispirazione è arrivata.

Forte, ineluttabile, struggente.
Come una barca che attende lo schianto.
Come il silenzio assordante in una stanza vuota.
Come l'assenza che non si può abbracciare più.
Come quando dire basta poi non basta davvero, e non c'è fine.
Come quando ancora e poi basta per un passo in più.
Come quando attendi venti di cambiamento.
E non ti accorgi che.
E' già tutto cambiato.

Manchi così forte

Perché non parli più
Pensi io non stia ascoltando
Perché non torni mai
Eppure ti sto aspettando

Sei solo passato dall’altra parte
Sei solo stanco e così
Sei lì seduto in disparte
Sei solo più lontano da me qui

Questa distanza che separa
A volte sembra così vera

Manchi così forte stasera
Manchi così forte fratello
Che ti sento esattamente dentro
Ogni parola che mi hai detto
Ogni cosa che non abbiamo fatto
E se l’è portata via il tempo

Dicono che stai tornando
Fumo alla finestra e guardo
Macchine passando stupide
E non vanno da nessuna parte

Uomini corrono sempre
Non arriveranno mai
Ma dimmi tu che ne sai
Di me qui che aspetto

Se a te va meglio in qualche modo
se ti sei perso sulla via del ritorno

Manchi così forte stasera
Manchi così forte fratello
Che ti sento esattamente dentro
Ogni parola che mi hai detto
Ogni cosa che non abbiamo fatto
E se l’è portata via il tempo

Non è così che te ne andrai
Non è così che si va via
Resta una traccia dentro me
Che durerà per sempre
Che ti riporterà
Eppure manchi così forte stasera
Manchi così forte fratello
Che ti sento esattamente dentro




lunedì 24 agosto 2015

Oggi ho un profumo nuovo
lo spirito giusto per ricominciare
mi hai detto non puoi morire mai
se impari a lasciarti andare

apri il paracadute solo quando
sai che stai per precipitare
un sorriso di un amico tanto
sai che ti potrà sempre salvare


lunedì 17 agosto 2015

Eri quasi amore

Eri quasi amore

Dove potrà arrivare
Un amore mai nato
I nostri gesti confusi
non ci appartengono più

Eri tutto ciò che manca
Quando dicevi sarà diverso
forse hai ancora bisogno di me
Perché la vita a volte fa paura

Eri quasi amore
Puro bene che
sta per arrivare
Puro come un desiderio
Che Si può avverare
Eri quasi amore
Mentre resto te ne vai
Ti chiamo e ti allontani
Ti tocco e
non ho più le mani

Ho le mie colpe le mie ingenuità
Ero la tua spalla e la complicità
Ho ridipinto i segnali verso casa
Forse vieni fammi una sorpresa

Eri quasi amore
Puro bene che
sta per arrivare
Puro come un desiderio
Che Si può avverare
Eri quasi amore
Mentre resto te ne vai
Ti chiamo e ti allontani
Ti tocco e
non ho più le mani

Io resto qui
Dove mi hai detto aspetta
Ho tatuato col respiro
Ogni parola non detta
E dormo ancora di lato

Dalla stessa parte del letto

domenica 16 agosto 2015

Preghiera per la consapevolezza

Oggi, Creatore dell'Universo, ti chiediamo di aprirci gli occhi e il cuore, per poter godere di tutto ciò che hai creato e vivere con te nell'amore eterno. Aiutaci a vederti in ogni cosa che percepiamo con gli occhi, le orecchie e tutti i sensi. Fa' che possiamo percepire con gli occhi dell'amore, in mod...o da poterti trovare dovunque andiamo, in tutto ciò che crei. Fa' che possiamo vederti in ogni cellula del nostro corpo, in ogni emozione della mente, in ogni sogno, in ogni fiore, in ogni persona che incontriamo. Non puoi nasconderti a noi perché sei dappertutto, e noi siamo uno con te. Rendici consapevoli di questa verità.
Rendici coscienti del nostro potere di creare un sogno del paradiso dovunque sia possibile. Aiutaci a usare la nostra immaginazione per guidare il sogno della nostra vita, la magia della nostra creazione, in modo da vivere senza paura, senza rabbia, senza gelosia o invidia. Dacci una luce da seguire, e fa' che oggi sia il giorno in cui la nostra ricerca di amore e di felicità giunga alla meta. Oggi fa' che accada qualcosa di straordinario, capace di cambiare la nostra vita per sempre: fa' che qualunque cosa diciamo o facciamo sia un'espressione della bellezza e dell'amore che sono da sempre nel nostro cuore.
Aiutaci a essere come te, ad amare come ami tu, a condividere come condividi tu, a creare un capolavoro di bellezza e amore, nello stesso modo in cui lo sono tutte le tue creazioni. Iniziando da oggi, aiutaci ad aumentare il potere del nostro amore per fare della nostra vita un'opera d'arte. Oggi, Creatore, ti diamo la nostra gratitudine e il nostro amore per averci dato la vita. Amen.

Don Miguel Ruiz

giovedì 13 agosto 2015

Riesci a vedere quello che sai fare meglio?

Quando si tratta di realizzare il nostro potenziale sul lavoro, stiamo forse facendo il successo più difficile di quello che in realtà è? I ricercatori stimano che i due terzi di noi non hanno idea dei propri punti di forza, e ancora un crescente numero di prove suggerisce che sviluppare i nostri punti di forza al lavoro è la chiave per liberare il nostro successo personale e professionale.

Perché?

"I nostri punti di forza rappresentano il nostro potenziale", spiega il Dottor Robert Biswas-Diener, uno dei ricercatori di punta al mondo sui punti di forza e la felicità, quando l'ho intervistato.

Listen to the full recording here.

"Le prove preliminari suggeriscono che identificare e sviluppare i nostri punti di forza è associato a maggior feeling nei legami al lavoro, un più alto livello di felicità, e una sensazione maggiore di energia e vitalità sia fisica che psicologica", spiega Robert.

La sfida, suggerisce Robert, nel realizzare questi obiettivi è che molti di noi soffrono della "cecità dei punti di forza", facendoci trascurare il fatto di avere qualità straordinarie, perché a noi sembrano ordinarie.

"A volte i nostri punti di forza sono così intrecciati con i nostri valori, loro ci arrivano così in modo naturale, ci sembrano così automatici che spesso sentiamo come se stessimo facendo quello che chiunque farebbe", dice. "Io penso sia importante per le persone risvegliare il proprio punto di forza, e se non vantarsene apertamente, almeno riconoscerlo nella propria sfera privata".

Robert suggerisce che noi possiamo diventare più consapevoli dei nostri punti di forza rispondendo alle seguenti domande:


  •  In cosa sono buono?
  •  Cosa mi riesce naturale?
  •  Cosa mi energizza?
  •  Quando io ho l'opportunità di impegnarmi in opportunità o attività elettive, verso cosa gravito?
  •  Quando io sono a lavoro e mi sento fiero di me stesso e io mi sento veramente impegnato, cosa sto facendo?
  •  Cosa le altre persone mi restituiscono come feedback, per cosa si complimentano con me, cosa vedono di buono gli altri in me?


Poi riflettendo sulle vostre risposte provate a  triangolare 3 dei 10 diversi tipi di comportamento e apprendimento che sono i vostri punti di forza naturale. Se state lottando per dare un nome ai vostri punti di forza potreste anche voler provare uno  strumento di valutazione dei punti di forza, come free VIA Survey.

Naturalmente scoprire i punti di forza è una cosa, ma il loro utilizzo costante al lavoro per portare il vostro meglio può essere piuttosto un altro, nella mia esperienza. Robert suggerisce che quando arriviamo a sviluppare i nostri punti di forza paga essere consapevoli che:

I nostri punti di forza non esistono se siamo isolati. - Questo solo perché usare i punti di forza non significa automaticamente farlo nel modo giusto. I punti di forza esistono in un contesto e voi realmente dovete usare i punti di forza corretti nella situazione corretta, corretta al momento corretto e nella quantità corretta.

I punti di forza ci possono rendere sensibili. - Siamo tutti sensibili al fallimento, e anche se possiamo rinquadrare il fallimento come un'opportunità per imparare, la verità è che il fallimento di solito porta con sé un po 'di una puntura psicologica. Quando sperimentiamo il fallimento mentre stiamo usando i nostri punti di forza, questi esercitano un particolare dolore  perché stavamo facendo del nostro meglio. La buona notizia è che storicamente il fallimento è stato uno dei modi con il quale avete sviluppato i vostri punti di forza, voi avete  imparato da quello che aete fatto in modo  sbagliato così da poter utilizzare i vostri punti di forza al meglio. Quindi siate  consapevoli del fatto che, anche quando si utilizzano i punti di forza si può di tanto in tanto fallire, e anche se sgradevole questa non rappresenta una minaccia alla vostra stessa identità e a quello che siete di meglio.

I punti di forza possono avere un costo sociale - I punti di forza sono intrinsecamente legati ai nostri valori. Se i nostri valori sono come le radici di un albero e sono invisibili, i nostri punti di forza sono come il tronco dell'albero, sono come i comportamenti che appaiono nel mondo reale. Ma non tutti condividono i tuoi valori. Ad esempio, è difficile per chi è spontaneo, per le persone creative, innamorarsi con l'approccio dei pianificatori e organizzatori e viceversa. E' importante essere consapevoli del fatto che non tutti valuteranno i nostri punti di forza e consapevolmente li svilupperanno nel modo migliore per noi e per le persone che ci sono intorno.

Are You Blind to What You Do Best?

lunedì 3 agosto 2015

Regala

Regala

Occupati dei guai, dei problemi del tuo prossimo. 
Prenditi a cuore gli affanni, le esigenze di chi ti stà vicino.
Regala agli altri la luce che non hai, la forza che non possiedi, 
la speranza che senti vacillare in te, la fiducia di cui sei privo. 
Regala un sorriso quando hai voglia di piangere. 
Produci serenità dalla tempesta che hai dentro.  
Ti accorgerai che la gioia a poco a poco entrerà in te. 
Invaderà il tuo essere, diventerà veramente tua nella misura in cui
l'hai regalata agli altri.

Alessandro Manzoni

martedì 31 marzo 2015

l'ultimo post

per far si che le cose cambino, allora dobbiamo cambiare i nostri pensieri.
e conseguentemente le nostre parole, le nostre promesse. fino a cambiare i nostri passi.
così cambieremo direzione.
e le cose intorno a noi.

questa mattina, in una specie di dimensione da era post-abbandonica per qualcosa appena sfiorato, e già perduto, di concerto con una cara amica Teresa ho preso la decisione di dire addio al mio blog.

forse ne aprirò uno che parlerà solo della mia passione autentica e del tutto privata, che non potrà ferire i sentimenti di nessuno. i miei amati derivati...

e dire addio così a qualcosa vicino all'amore...

perché è servito solo a fare uscire una parte del dolore che avevo dentro.
perché mi ha aiutato solo a capire che le cose finiscono, ma non posso più aspettare.
perché le persone vanno via sempre troppo presto, e chiedere altro tempo non sarebbe servito.
perché il dolore poi si cura e l'anima e il cuore guariscono.
perché oggi sono un uomo nuovo, e non voglio che chi incontrerò da qui in poi si basi sull'immagine di ciò che ero. perdendosi il bello di ciò che sono.

perché è giusto così.
l'ho promesso a un'amica.

lunedì 30 marzo 2015

se ora vai via



Il piccolo principe ritorno' l'indomani.
"Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
"Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincero' ad essere felice. Col passare dell'ora aumentera' la mia felicita'. Quando saranno le quattro, incomincero' ad agitarmi e ad inquietarmi; scopriro' il prezzo della felicita'! Ma se tu vieni non si sa quando, io non sapro' mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti".
"Che cos'e' un rito?" disse il piccolo principe.
"Anche questa e' una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. "E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'e' un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi e' un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Cosi' il piccolo principe addomestico' la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "... piangero'".
"La colpa e' tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..."
"E' vero", disse la volpe.
"Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
"E' certo", disse la volpe.
"Ma allora che ci guadagni?"




perderti ancora prima di incontrarti.
imparare così a ignorare i segnali che ci riconducono a noi.
pago il prezzo di chi c'è stato prima di me.
o di chi non c'è stato, e tu hai implorato di rimanere.

ora dici che non vuoi portare scompiglio nella tua vita.
ma l'altra sera ti ho sentito ridere al telefono. nell'andare e venire di paura e desiderio.
del tuo cuore che batte, volente o no.

come se non avessi anche io le mie paure.
di essere troppo poco o troppo. con la mia sincerità che ti scaglio addosso.
e tu dici basta, mentre domandi e domandi ancora.

eppure sono qua.
pronto ancora a incazzarmi mille volte perché non fai la spesa, perché ti dimentichi di mangiare.
e altre cose verranno, a unirci a dividerci.
due continenti così poco esplorati, io e te.
così diversi. così simili.
impossibile innamorarsi. eppure io non riesco a non pensarti.

giovedì 19 marzo 2015

Lettera di un padre alla propria figlia



Lettera di un padre alla propria figliaOggi parliamo bene di un uomo che non viene considerato molto, ma che a un certo punto della sua vita NON ha preso una decisione e ha fatto comunque un figlio, o magari meglio per lui, una figlia, ed è a questa ragazza che vorrei parlare...

Quando parliamo di quest'uomo che ci conosce un po' meglio solo da grandi dobbiamo considerare sempre il fatto che parliamo di un bambino che diventa ragazzo e poi uomo suo malgrado, ma non diventa mai adulto e tutte le cose della vita gli cadono addosso anche se lui non vorrebbe, perché sa di doverle affrontare senza sapere come.

È quell'uomo che a volte non ha un posto dove stare a casa, perché torna sempre per ultimo, e solo da vecchio lo trovi sempre sulla poltrona con un giornale e ti farà finalmente tenerezza: perché tuo padre è quell'uomo che ti ha insegnato ad andare in bicicletta tenendoti il sellino da dietro per non farti cadere.
È quell'uomo del quale ti ricordi solo all'ultimo momento di farti una foto con lui ai tuoi compleanni e se invece al suo ti scordi di fargli gli auguri non ci rimarrà male perché lui lo sa che non l'hai fatto apposta.

Sappi che quell'uomo, quando uscirai per la prima volta con un ragazzo, non dormirà tutta la notte aspettando il tuo ritorno, e il giorno dopo non ti chiederà come è andata non perché non gli interessa ma perché ha paura che tu ti sia trovata bene con un ragazzo che con te non c'entra niente.
È quell'uomo che quando trovi una sua foto da giovane, ti sembra sempre fichissimo e ti dispiace di non averlo conosciuto allora quando faceva lo scemo con tua madre.
È un uomo che ogni volta che esce con la macchina spera che piova per incontrarti e darti un passaggio.
Tuo padre è quell'uomo che quando tornavi troppo tardi ti sgridava ma dentro ti voleva solo abbracciare.

È quell'uomo che può litigare con chiunque per tutta la vita ma con te vorrà sempre fare pace in un attimo perché è quell'uomo che ti amerà come non ha mai amato niente nella sua vita.
Tuo padre è quell'uomo che quando ti sposerai compierà l'ultimo sacrificio che la vita gli chiede: portarti all'altare e guardarti da dietro mentre ti lascia la mano...

E ricordati, cara figlia mia, che se una volta, quando sarai una donna, dovessi attraversare un momento difficile in cui ti sentirai sola come mai ti è successo e non troverai nessuno accanto, dovrai girare la testa per guardare dietro di te. E troverai un uomo solo. Tuo padre

Riccardo Rossi - Lettera di un padre alla propria figlia

http://www.webste.it/tuo_padre.html

giovedì 5 marzo 2015

oggi mi sentivo un po' battiato

si placherà il vento e questa angoscia mia
verranno giorni diversi dalla monotonia
chiamerò a raccolta i miei sogni come figli
perdonerò gli errori cancellerò gli sbagli

saranno senza attese queste mie speranze
saranno senza difese le stanze del mio cuore 
ci sarai tu a danzare con i capelli al vento
io ti starò a guardare dicendo ciò che sento

quando la mente fa pace con il cuore
quando il presente non sfugge altrove
quando ogni cosa trova il posto suo
quando il mio cuore batte con il tuo
la materia è fatta di pensieri
è la vita che volevi fino a ieri

se spero forte ora qualcosa accadrà
o sta già accadendo in un'altra realtà
vorrei svegliarmi ora rinascere di nuovo
che la speranza sia cercare ciò che trovo

quando il presente non sfugge altrove
quando ogni cosa trova il posto suo
quando il mio cuore batte con il tuo
la materia è fatta di pensieri
è la vita che volevi fino a ieri

perché nessun posto è lontano
è la gravità che inganna
perché nessuna attesa è lunga
è il tempo che non passa

martedì 3 marzo 2015

fino a dare l'anima

appassionarsi.
innamorarsi di passione.
e dare tutto fino a dare l'anima.

perdersi nella certezza di ritrovarsi, alla fine della strada.
sfidare ombre e abbagli. per giungere alla fine alla luce.
crederci o no. non importa. onorare i dubbi, le domande, i silenzi.
riconoscere le cadute e i traumi di ogni inciampo. fatto solo nel nome di andare oltre.

esserci, comunque.
restare. e senza pretese.
piangere e senza arrese.
capire quando è il momento di restare.
andare via e dire resto, per quello che serve.
dire si e dire no.

aprirsi di nuovo.
correre il rischio. senza eludere più le domande e la vita che chiama.
svegliarsi presto, anche quando non ho il turno della mattina.

andare a letto sempre tardi.
per leggere il libro dei miracoli.
per scrivere una nuova canzone d'amore... alla ricerca di quella perfetta.
aspettando una sua telefonata che tanto lo so non arriva.

morire dentro per una passione.
perché è grande.
perché sovrasta.
perché non gliene frega un cazzo se non hai tempo o hai da fare altro.
lei è lì. e si prende tutto.... e meno dai e più irrompe.
morire e vivere di una passione forte fino  a non averne più da dare.
fino a dare l'anima.

senza chiederla mai indietro.

venerdì 20 febbraio 2015

cosa ci sia dietro la curva del cuore.
quando una mia collega al caffé mi chiede come faccia io ad essere così profondo.
che la psicoterapia porta ogni volta a recuperare un pezzo di me che avevo lasciato da parte, da qualche altra parte, in qualche altra città, nelle mani di qualche persona che poi aveva lasciato lì per strada parti di me.
dove sono quei sorrisi di chi ci ha sorriso e poi niente più. delle parole dette, in fretta a volte, rubando il fiato e il turno della parola all'altro, solo per cercarsi a metà strada. e poi andarsene via senza salutare.

anni fa abitavo in casa in piazza Caneva con Filippo.
e lui una bella sera a cena se ne viene con una frase del tipo ma perché chi ci lascia si deve portare sempre via una parte di noi, la parte migliore?

e che ne so Fili. io non lo so. so solo che abbiamo il sacrosanto diritto di andarla a recuperare quella parte. e riappropriarcene. e custodirla. e condividerla,

il peccato è solo che nel frattempo, nel mentre di quando ti perdi e ti ritrovi, delle persone che passano e che vorresti magari conoscere meglio, di altri sorrisi e di altri guardi che vanno via, che passano e non sai se ritornano.

che poi ritorni con il cuore e la mente a un anno fa.
e capire che volevi solo fare del bene.
e magari chi c'era voleva farti stare bene.

e poi ci siamo incasinati così.
prima l'un l'altra. e poi singolarmente.

un anno di dai e dai.
un anno che hai voglia ad aspettare.
un anno che ti giri un attimo e se n'è volato.

e altri giorni che verranno e signore dammi la forza di ringraziare e riconoscere.
che possa imparare a restare anche quando vado via.

venerdì 13 febbraio 2015

non c'è più tempo.
e non c'è più spazio.

non è una questione di come e quando.
è una questione di pura essenza.
dell'essere in un certo modo. di dire ci sono.
perché quello che sei mica te lo sceglie.

ci giri intorno fino a che un giorno ti accetti così come sei.
e allora come per magia gli altri ti riconoscono.
e i miracoli succedono.

ci sono cose che non avranno mai risposte.
per quanti ti sforzi e ci lotti contro ci sono e ci saranno sempre draghi che non riuscirai a battere.
o forse sono solo battaglie che non ti competono. e allora tanto vale dire "grazie e arrivederci". ringraziare e andare via.

per il male che fa e farà sempre.
per quel vuoto che ora c'è e non ne puoi più.
per quel poco di compagnia di te stesso che ti godi, di sera.

perché bisognerebbe scegliersele bene prima di iniziarle, le proprie battaglie.
o si rischia di allontanarsi troppo da se stessi.
di non metterci l'anima.
di andarsene affanculo da qualche parte.

e poi per ritornare ce ne vuole.
ma si torna. tranquilli.

venerdì 6 febbraio 2015

Saranno altri occhi

Saranno altri occhi, ormai. Occhi stranieri che mi riporteranno a casa. Che mi faranno dimenticare a poco a poco i tuoi di occhi, Quando le cose che sembravano familiari appaiono poi così strane, così lontane. E ciò che sembrava appartenerci si separa da noi, d'un tratto portandosi via anche ciò che era nostro di diritto, di appartenenza, ciò che era parte del nostro essere, della nostra materia cellulare e spirituale.

Saranno altri occhi e altre mani a farmi sentire ancora la consistenza di me.
Non solo aria e pensieri. Ma cose, materia, presenza. E poi magari emozioni nuove, quelle buone da provare ancora. Respirare di nuovo. La paura che passa. La notte che non fa più paura e non riporta vecchi fantasmi che escono dall'armadio. Andare all'Ikea insieme, magari, e comprarne di nuovi, di armadi.

Sarà un'altra voce. E forse le stesse parole, le tue. A riportarmi a casa.
Dove troverò altri occhi ad aspettarmi.
Mentre tu resterai sempre, dentro. Perché hai lasciato un segno dentro che si è insinuato di diritto nelle cellule e nei pensieri. Che ancora - nel bene e nel male - da emozioni. Ed è un'ispirazione senza sosta. Manchi che a volte manca il fiato. E devo fare l'aerosol.

martedì 27 gennaio 2015

mi perderò ancora. per poi non perdermi mai più

Pulito come un solitario mi scrollerò di dosso l’obbedienza mi brucerò da dosso la rinuncia, la brucerò come un’efilide nell’acido della mia insonnia. Sarò solo nervo e niente grasso lucido come una notte insonne scintillante come una moneta nella benzina scaltro come un affamato suderò di eccitazione. veloce come un voltafaccia disobbediente come un evaso leggero come un salasso tagliente come un addio nervoso come una rapina avrò la febbre addosso colerò impaziente come grasso nel cielo della benzina mi metterò nelle mie mani giocherò di prima forte come un epilettico, arrabbiato come una faina taglierò i sogni con la lametta e li lascierò sotto il cuscino mi scrollerò il sonno sfrontato come un affittuario dormirò vestito starò addosso alla vita come un bastardo come un segugio, come un mastino non guarderò mai l’orologio prenderò d’anticipo il mattino

domenica 18 gennaio 2015

ho amato tanto.
spesso in modo disordinato.
amando l'altra prima di amare me. prima di mettermi a posto. prima di preoccuparmi di come stessi, veramente.
per finire poi sempre e comunque a fare i conti con ciò che avevo tralasciato. con ciò che avevo trattato senza cura, senza il dovuto accorgimento. per finire poi per perdermi e ahimé perdere l'altra.

ma ho amato, lo giuro.
tanto e forte. tutto insieme, tutto d'un tratto. senza misure di mezzo. senza trattenere.
fino a spaventare chi poi è scappato. lasciandomi addosso una paura fottuta di amare.
ma poi vuoi o non vuoi ci si finisce di nuovo. per fortuna, direi. e grazieadio.

ho amato sulla promessa di felicità.
prima di fare i conti con la realtà.
ho amato sempre e comunque la donna sbagliata. a detta degli altri.
beati loro. che non si sbagliano mai. che riescono a scegliere la donna di cui innamorarsi e scegliere da chi saranno amati.

ogni volta è stato un rinascere.
una gioia divina scesa in terra a ripagare, a riportare.

ogni volta poi dopo l'addio è stato un dolore nuovo.
un dolore profondo e sordo.
un dolore senza mezze misure.

ogni volta è stato un dolore che ha scavato dentro.
lasciandomi però ogni volta un po' più vicino a me stesso.
sempre alla fermata successiva rispetto a dove mi aveva lasciato l'amore precedente, quando era andato via.
ogni volta più sincero a me stesso.
facendo i conti con i miei limiti e i difetti. con ciò che non sono e forse non sarò mai.
ma accettando tutto ciò, con un sorriso nuovo. e qualche ruga leggera in più.

ogni volta poi è stato un lento rialzarsi.
un faticoso ricostruirsi.
e nella sorpresa, riconoscersi. e ritrovarsi.

che l'amore fa e farà sempre e comunque male.
che ne vale e sempre ne varrà la pena.
che sono qua, pronto per cadere ancora.

più bellissimo che mai...

la solitudine

Tutti sono nessuno.
Quindi, il primo problema per un ricercatore è comprendere esattamente la natura della solitudine. Essa vuol dire "nessun-ità": abbandonare la tua personalità, che ti viene dalla folla, è un suo dono. Man mano che ti allontani dalla folla, non puoi portare questa personalità nella tua solitudine. In quest'ultima dovrai scoprire qualcosa di nuovo, di genuino, ma nessuno può garantire che dentro di te troverai qualcuno.
Coloro che hanno raggiunto la solitudine hanno scoperto che non c'è nessuno. Voglio davvero dire nessuno: nessun nome, nessuna forma, ma una semplice presenza, una pura vita senza nome e senza forma. Questa è la resurrezione autentica e certamente richiede coraggio; solo persone molto coraggiose possono accettare con gioia la propria solitudine, il proprio essere un nulla. Il loro nulla è il loro essere allo stato puro, è allo stesso tempo una morte e una resurrezione.

Osho. Senza di te e con te

sabato 17 gennaio 2015

grazie Maria...



Il debutto letterario di Jordan pullulava di uomini che si erano opposti all'amore per paura di perdere se stessi, rispondendo con odio e indifferenza cinica a quel sentimento. Un critico aveva celebrato La notte come il "manifesto del nuovo mascolinismo".
Perdu non lo riteneva così pomposo. Era l'inventario disperato della vita sentimentale di un giovane che ama per la prima volta e che, nonostante l'autocontrollo, non capisce come accostarsi all'amore né, allo stesso tempo, come smettere di amare. Descriveva quanto lo disturbasse non poter decidere di chi innamorarsi e da chi essere amato, né poter stabilire quando l'amore comincia e finisce e tutto il terribile ignoto che sta nel mezzo.
L'amore: lo spaventoso tiranno degli uomini. Non sorprendeva che la risposta del sesso maschile fosse la fuga. Milioni di donne avevano letto il libro per capire come mai gli uomini fossero così crudeli con loro. Perché cambiavano la serratura, le lasciavano via sms, andavano a letto con la loro migliore amica. Tutto questo solo per fare una linguaccia al despota. "Non mi prendi, non mi prendi..."

da Una piccola libreria a Parigi. Nina George

giovedì 8 gennaio 2015

in memoria di Pino Daniele

che male che fa

Dimme Ancora

Pecché sta faccia scura
Comme a chi nun tene ammore
Pecché chisti pensiere
Che so’ comme a na galera

E po’ dimane vene
E ce porta chello cha uno spera
E quanno arriva a sera
Tu nun vuo’ parla cu mme

Dimme ancora na vota ancora
Ca simme nuje a speranza bona
Dimme ancora n’ata vota
Ca si ce stregnemmu ce n’ascimmu
A stu scuro dint’o cora
A stu rulore che è sulo ammore
Ammore che nun ha maje visto o sole
E’ sulu bene ca nun se trova

E mo’ ca o’ munno è fernuto
E mo’ ca è già tutto scurdato
E stamattina te ne si ghiuto
Pecché nun m’è salutato?

Dimme ancora na vota ancora
Ca simme nuje a speranza bona
Dimme ancora n’ata vota
Ca si ce stregnemmu ce n’ascimmu
A stu scuro dint’o cora
A stu rulore che è sulo ammore
Ammore che nun ha maje visto o sole
E’ sulu bene ca nun se trova

Dimme ancora na vota ancora
Je sto’ ‘cca pe’ t’ascutà
Dimme ancora amico mio

Ca si m’affaccio staje pe’ turnà…