il blog di luigi sarto

Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prim'ancora che i corpi si vedano. Generalmente, essi avvengono quando arriviamo a un limite, quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente.

Gli incontri ci aspettano, ma la maggior parte delle volte evitiamo che si verifichino. Se siamo disperati, invece, se non abbiamo più nulla da perdere oppure siamo entusiasti della vita, allora l'ignoto si manifesta e il nostro universo cambia rotta. (Paulo Coelho da "11 Minuti")

venerdì 29 aprile 2016


è difficile a volte raggiungerti. le mie parole arrivano a te e ritornano in silenzio da me. non riportano ciò che avrei voluto sentire, ciò che spesso ho il bisogno di sapere. sapere che dall'altra parte ci sei. un po' distante, nascosta dietro il fatto che sei così e che ci vuoi fare. ieri avrei voluto parlarti a lungo, ieri che le cose da dire erano tante, che la morsa dell'ansia si era allentata, che il respiro entrava di nuovo. in questi giorni ho conosciuto una verità essenziale del cuore, una verità da bambino, come quando emanuele ha scoperto il cioccolato ed è stata la svolta per lui.
ho capito che forse non mi vado bene così come sono, anche se i manuali sull'autostima mi porterebbero a pensare che vado bene così. ma di certo ho capito che non ci si cambia... hai voglia a fare... certo, si smussano gli angoli, certo si smettono alcuni atteggiamenti, si mitiga il comportamento, si fa spazio all'accoglienza. ma di certo cambiarmi non credo sia possibile. ci ho provato per anni... ho lottato contro me stesso per così tanto tempo... mi sono fatto male, mi sono detto che non andavo bene che sarei dovuto cambiare che avrei dovuto comportarmi diversamente e così facendo sono vissuto nei sensi di colpa per molto tempo...

chissà se davvero si realizzerà il miracolo del lasciar andare che diceva pierluigi. passare dallo zero e lasciare alla sorgente ogni giudizio su di se. passare dallo zero e quando poi torno a casa è tutto passato.

volevo dirti queste cose. avevo bisogno di sapere che tu mi stavi ascoltando.
perché so che mi avresti capito. perché so che anche tu stavi passando da lì... che ci sei passata.
che presto ci rivedremo.

giovedì 28 aprile 2016

chissà dove dormi adesso

ricantare chissà dove dormi adesso, a casa, con un amico.
e ricordarsi improvvisamente di quando l'avevo scritta. un san valentino di 5 anni fa.
con i fantasmi di chiara che ancora giravano spensieratamente per casa: chi si faceva il caffé, chi rovistava nei miei cassetti, chi si sedeva sul mio sterno tranquillamente, impunemente, impedendomi di respirare.

cantare quella canzone e ricordarmi per un attimo di come stavo.
di quali sensazioni provavo nello scrivere quei versi dolorosi e sinceri.
di un addio non pronunciato, di ultimi brandelli di un rapporto usurato da paure irrazionali e troppo grandi sentimenti.

ma cantare quelle note ha suscitato in me quella sensazione di ritornare ad un tempo passato ormai disabitato, come riaffacciarsi alla casa abitata ieri e ormai da tempo vuota, dove polvere e silenzio si sono oramai appoggiati sulle foto. e tu non senti più quelle emozioni, quelle fitte al cuore, tutto quel dolore della mancanza.

senti sentimenti leggeri, ricordi che ti fanno quasi sorridere mentre pensi ad un'altra donna appena conosciuta di cui sai così poco e invece avresti bisogno di sapere così tanto...

mercoledì 27 aprile 2016

Se stanotte non passasse

Se stanotte non passasse

Ci vorrebbero delle istruzioni
per una felicità possibile
un cuore nuovo e polmoni buoni
per una vita non degradabile
dietro il peso delle accuse
o l’orgoglio di porte chiuse

Sfideremmo la solitudine di dio
con un amore troppo grande
troveremo tesori nascosti sul fondale
delle cose che non ci siamo detti

Ma restiamo indifferenti
a pensare

Se stanotte non passasse
e tutto finisse davvero
vorrei solo un minuto
per ringraziare il cielo
di tutto ciò che non sono stato mai
Se stanotte non passasse
e tutto finisse sul serio
non basterà un minuto solo
per ricordarmi io chi sono

Quante volte ci hanno promesso
che sarebbero arrivati tempi migliori
ma c’è stato detto sempre da chi
del tempo è un venditore

Quante notti ci ho pensato
chiudere gli occhi e poi sparire
ma per chi mi ha sempre amato
sarebbe stato come fallire

A volte resto indifferente
a dimenticare

Rit.

Certe volte noi pensiamo
che potrebbe non passare
cambieremmo le abitudini
per continuare a dire
che le cose cambiano
quando ci siamo abituati
e altre cose restano
quando siamo già cambiati
e potremmo non reagire
dentro i circoli viziosi
che senza indicazioni
e ci rendono più odiosi
e non sappiamo come uscirne
se stanotte non passasse

Rit.

mercoledì 20 aprile 2016

tre volte all'alba o delle carte che si hanno in mano

non so perché stanotte, pensandoti, ho ripensato a questo passaggio di questo libro... forse è il caso che anche tu lo legga...



tre volte all'alba o delle carte che si hanno in mano

Di nuovo la donna sollevò le spalle. Ho girato pagina, disse. L'uomo stette un po' a guardarla poi le chiese se aveva ricominciato da capo, in quel modo che sognava, col bambino in braccio. Sì, rispose la donna, e sa cosa ho capito? L'uomo non rispose. Ho capito che non si cambia veramente mai, non c'è modo di cambiare, come si è da piccoli si è tutta la vita, non è per cambiare che si ricomincia tutto da capo. E per cosa, allora?, chiese l'uomo. La donna stette un po' in silenzio. Non si era accorta che il lenzuolo era scivolato giù, sul seno, o non le importava. Magari era quello che voleva. Si ricomincia da capo per cambiare tavolo, disse. Si ha sempre questa idea di essere capitati nella partita sbagliata, e che con le nostre carte chissà cosa saremo riusciti a fare se solo ci sedevamo a un altro tavolo da gioco. Lei aveva lasciato il bambino a sua madre e aveva ricominciato da un'altra città, da un altro mestiere, da un altro modo di vestire. Probabilmente voleva anche lasciarsi dietro un po' di cose che non era possibile rimettere a posto. Adesso non riusciva a ricordare bene. Ma certo era stufa di perdere. Come le ho detto, aggiunse, cambiare le carte è impossibile, non resta che cambiare il tavolo da gioco.
Ha trovato il suo?, chiese l'uomo.
Sì, rispose con sicurezza la donna, è un tavolo che fa schifo, tutti barano, il denaro è sporco, e la gente non vale niente.
Che meraviglia...
Non starei a fare troppo la difficile, con le carte che ho in mano.

[Alessandro Baricco, Tre volte all'alba]
“Occorre scolpire la propria statua: lavorare su se stessi, scalpellando via tutto ciò che di falso o inutile ci sta attaccato, e liberare, alla fine, quel che noi siamo, nella saldezzaimperturbabile della magnificenza dell’esistere. Allora saremmo, davvero, dei sapienti: che non è il nome di uno che sa tutto, è il nome di uno che non ha più paura di niente. Guarito.”

Alessandro Baricco

martedì 19 aprile 2016

La chimica dell'anima

a C

La chimica dell'anima

Come una farfalla monarca
prima del grande volo
te ne stai lì seduta
a ricucirti le ali deluse

ma non ti fidi più del vento
dopo la caduta l'ultimo spavento
quando non sai che nome ha
tutto ciò che ti soffia dentro

è la chimica dell'anima
che disegna il nostro destino
disegnare ciò saremo
per diventare ciò che siamo

muovi le ali al contrario
per correggere ciò che è stato
ma non torna nulla indietro
è il futuro non è come lo avevi immaginato

come una farfalla monarca
adesso spicchi il volo
nella paura di precipitare
ci sarà per te un amore nuovo

è la chimica dell'anima
che disegna il nostro destino
disegnare ciò saremo
per diventare ciò che siamo



lunedì 18 aprile 2016

Ho visto nei tuoi occhi

Ho visto nei tuoi occhi

Ho visto nei tuoi occhi la mia malinconia
allora l’ho presa è diventata un po’ la mia
quando ti svegli sbagliata sperduta nell’emilia
hai l’anima struccata che non ti assomiglia

Quando un sole non si decide a fare il suo mestiere
il tuo cuore piuttosto che battere si farebbe ammazzare
lo senti da lontano che stai per ritornare
a riprenderti il tuo posto riconoscere il tuo viso
forse hai pensato ai tuoi genitori che non saranno lì per sempre
allora vorresti correre e averli un poco accanto
ma se di me tu ti fidassi se io ti conoscessi
a spallate vinceremmo questa malinconia
che ci portiamo addosso

Ho visto nei tuoi occhi una parte che è anche mia
e scrivi con la pioggia la tua ultima poesia
tu giochi a nasconderti dietro vetri trasparenti
perché io ti trovi ma non ti vedano i passanti

Hai visto nei miei occhi una tristezza nuova
un po’ come la gioia quando non ti appartiene
la vita che ritorna e non sai se ti conviene
ma non possiamo scegliere quello che sentiremo

Ho visto nei tuoi occhi la mia malinconia
allora l’ho presa è diventata un po’ la mia
Quando un sole si decide a fare il suo mestiere
il tuo cuore ricomincia a battere ma non si fa vedere

domenica 17 aprile 2016

Canzone scritta all'Iper

a Carmelina C.

A cosa serviranno queste mie parole
lontano da te sono navi che viaggiano vuote
s'infrangono sugli argini di rotte sconosciute
di mappe prese in prestito e mai restituite
percorsi giusti per perdersi in una nuova attesa
quando il desiderio di vederti non sarà mai un'arresa

a volte vorrei perdermi perché fa troppo male
ma ho imparato a odiarmi a farlo con amore
regalami una parola buona per dormire
quando la notte scende ma non mi sa ascoltare

sono un bambino guardami che allunga la sua mano
sono il viaggio di ritorno fidati che porta più lontano
resto qui in mezzo al traffico ad aspettare musica nuova
sei tu la nota giusta la frase che mancava

sono io quel bambino che non ha più paura
se stringi la mia mano io ti ritrovo ancora
sono io quel bambino che ha aspettato tanto
non sono mai stato capito le volte in cui ho pianto
le navi ora tornano a dare un senso alle onde
non ti dirò mai che ti vorrei accanto...


giovedì 14 aprile 2016

sentire la verità del cuore

sentire la verità del cuore

E' la cosa più semplice che esista, eppure è difficilissimo!
Molti uomini passano da una donna all’altra, molte donne passano da un uomo ad un altro, continuano sempre a cambiare.
Tutti pensano di essere grandi amatori, ma la realtà è che le persone "non amano affatto".
Stanno solo fuggendo, stanno solo cercando di evitare un coinvolgimento profondo perchè con un coinvolgimento di questo genere ci sono dei problemi da affrontare e il dolore che si prova è tanto.
Di conseguenza la gente cerca semplicemente di andare sul sicuro e non vuole andare troppo in profondità con nessuno.
Se vai troppo in profondità,potresti non essere in grado di tornare indietro facilmente.
E se vai in profondità con qualcuno, anche l’altro andrà in profondità dentro di te; va tutto in proporzione.
Se vado in profondità dentro di te, l’unica possibilità è quella di permettere anche a te di raggiungere la stessa profondità dentro di me.
E’ un dare e ricevere, è una condivisione. Se rimani troppo impegolato, sarà troppo difficile e doloroso andare via.
La gente impara come andare sul sicuro: lascia che si incontrino solo le superfici.
Le storie d’amore sono niente altro che un prendi e fuggi. Prima di essere afferrato,scappa.Questo è ciò che accade nel mondo moderno.
La gente è diventata infantile, puerile; sta perdendo tutta la sua maturità.
Diventi maturo solo quando sei pronto ad affrontare il dolore del tuo essere; la maturità arriva solo quando sei pronto a raccogliere la sfida.
E non c’è più grande sfida dell’amore.
Vivere felici con un’altra persona è la sfida più grande che esista. E’ facilissimo vivere in pace da soli, ma è molto difficile vivere in pace con qualcun altro, perchè sono due mondi che si incontrano e si scontrano… e sono mondi completamente diversi. Sono attratti l’uno dall’altro proprio perchè sono completamente diversi, quasi diametralmente opposti.
E’ molto difficile avere pace in una relazione, ma la sfida è proprio questa. Se la eviti, stai anche evitando la maturità.
Se entri nella relazione e, seppur con tutto il suo dolore, ci rimani, pian piano il dolore diventa un estasi, la maledizione diventa benedizione.
A poco a poco, attraverso il conflitto, l’attrito,nasce la cristallizzazione. Attraverso la lotta diventi più consapevole.
L’altro diventa uno specchio per te; in lui puoi vedere la tua bruttezza. L’altro stimola il tuo inconscio, lo porta in superficie.
Devi arrivare a conoscere tutte le parti nascoste del tuo essere e il modo più semplice è quello di farti rispecchiare, riflettere, in una relazione.
Lo chiamo il modo più semplice, perché non ce n’è un altro,
ma in realtà è difficile.
Ed è difficile, arduo, perché in questo processo dovrai cambiare.


(parole tratte da una conferenza di uno spiritualista indiano a riguardo delle relazioni)

martedì 12 aprile 2016

cuore randagio

oggi c'è mare in burrasca.
meglio aspettare domani, dice paolo fox.
meglio non avventurarsi troppo, dice la mente memore di ferite recenti e passate.

il cuore, intanto, se ne fotte.
lui è lì. fatto su misura per farsi male.
per non essere imbrigliato.
per cercare ragioni per battere nel mettersi a repentaglio.
sapendo che potrebbe non tornare indietro, ogni volta.

eppure va.
eppure torna. acciaccato, malridotto. non ascoltato.
ma è (quasi) sempre tornato.
a volte mi è toccato a tarda sera e con la pioggia di milano uscire fuori a cercarlo, a chiedere ai passanti se avessero visto un cuore randagio aggirarsi nei paraggi. ma c'è troppo anonimato in giro. e la gente ha sempre fretta. e l'amore - di un cuore randagio - ha sempre paura. perché l'amore fa, disfa, sbraita. poi si fotte dalla paura anche lui davanti a un cuore troppo sincero, troppo innamorato.

ma oggi no, dai.
oggi non è giornata.
domani, magari. o dopo ancora.
calmati. respira. ciò che dovrà succedere è già successo.
e allora tu, tu non affidarti alle parole.
affidati all'ispirazione di un momento.
esprimi ciò che porti dentro. ma non dirlo a nessuno, mai.

perché ti hanno detto di correre (troppo). e volevi solo sapere.
perché mi hanno detto che è troppo presto per vedersi. e io volevo solamente dare...

il fatto è che io piano non ci sono andare.
non l'ho mai saputo fare, non l'ho mai imparato.
o corro tanto da rimanere senza fiato. o mi siedo a terra, a braccia conserte, con il broncio di un bambino. e mi chiudo. e quando poi ad un certo punto il culo mi si raffredda vado via, senza dire niente, senza dire nulla. vado via. e non ritorno più sui miei passi.

sono fatto male, lo so.
ma non credo si possa aggiustare questo mio difetto di fabbrica.

domenica 10 aprile 2016

AMOR FATI - Abbraccia il tuo destino

Fiducia

Ma cosa significa avere fiducia nella vita? Significa credere che tutto ciò che ci succede avviene nel momento giusto: ci muoviamo con la vita e non contro di essa. Significa credere che le cose si sistemano per il meglio, se diamo loro tempo, senza fretta, se non ci assilliamo. Significa lasciare che le situazioni arrivino a noi, anziché il contrario. Significa agire in una data circostanza come pensiamo sia giusto, senza pretendere che i risultati siano come vorremmo che fossero. Le strade per arrivare a una meta sono numerose e non siamo capaci di vederle tutte. La cosa più importante è chiarire con noi stessi che cosa vogliamo e sapere che stiamo facendo del nostro meglio per ottenerle. Deciso questo, occorre solo avere fiducia nella vita, in ogni momento. A volte il risultato è diverso da quanto avremmo sperato, può essere addirittura doloroso, ma è 'esattamente' come doveva essere.

Kristin Flood, Amor Fati.

martedì 5 aprile 2016

sentire l'esigenza di scrivere.
il bisogno di af-fidarsi alle parole. proprio quelle. quelle che creano legami, che sciolgono geloni sul cuore e rimettono in moto moti del cuore. che rinnovano, che ti vengono a ripescare quando ti nascondi dentro te stesso, dietro le ombre della tua anima, le macchie di dolore non asciugato per bene. parole di dopo che portano via quelle di prima, di parole, quelle rimaste incrostate da qualche parte, che non se ne escono più e ti tengono prigioniero. parole che vengono a parlare male di altre parole, ma che in qualche modo salvano. parole che poi sanno chiedere perdono. e altre parole maledette che invece vengono a imbrigliare, a incasinare, ad allontanare.
sono lacci che recidono rapporti, che sciolgono amicizie nell'acido delle accuse reciproche, delle incomprensioni nate dall'ostinazione del volersi per forza capire. dove non c'è da capire, solo accettare differenze, a volta addirittura divergenze.

che poi all'inizio quelle parole di rottura sembrano così importanti, così ineluttabili, inopinabili.
poi anche lì ci passa il vento e la polvere ci si ferma sopra. e si ingialliscono, sbiadiscono. e non ti sembra più niente di che. puoi lasciarle stare.

e allora ti tocca cercare altre parole per aggiustare quelle di prima, per dire di no, che non era quello che volevi dire, cioè era più o meno quello. ma ora è diverso. cerchi redenzione. e ti servono il doppio delle parole che hai usato per perderti, ora, per ritrovarti.

parole contro parole. nella cornice di un silenzio imbarazzato che non sa che dire.

sabato 2 aprile 2016

Quanto dura un'emozione

Quanto dura un'emozione

a mio fratello Sergio De Stasio

il sole sorge sempre dalla stessa parte
chissà dove dormirò stanotte
dove mi porteranno le parole non dette
cosa ne sarà di tutte le emozioni rotte

questo dolore può passare in fretta
ma lo tengo li ancora per un po'
perché ho bisogno di sentirla tutta
questa sensazione che ora ho...e no so

quanto dura un'emozione
quanto l'interazione tra due corpi
risolta da un'equazione che non scorgi
come quegli abbracci che non porgi

Quante volte non hai cura delle emozioni
perché fai vincere quella tua paura
e restano solo le cose non dette
che non porteranno da nessuna parte

e tu vorresti non esserci più
perché hai bisogno di pensare
e ti viene voglia di chiederti 
l'attimo prima di lasciarla andare

quanto dura un'emozione
quanto l'interazione tra due corpi
risolta da un'equazione che non scorgi
come quegli abbracci che non porgi